Palermo arrivederci…a Mai Più!
Editoriale dell’OPUX
Di bellezza e di amarezza. Ecco cosa mi rimane in bocca mentre lascio questa città che trasuda storia da ogni poro e illusioni da ogni sorriso. PALERMO, ADDIO! E non è un addio dolce, intriso di nostalgia da cartolina. È un addio rabbioso, definitivo, sbattuto in faccia a chi ha scambiato la nostra genialità per il proprio banchetto personale.
Siamo venuti qui con l’oro. Non l’oro dei gioielli, capre! L’oro delle IDEE. L’oro di una visione che avrebbe potuto elevare la palude stantia in cui sguazzate a livelli di eccellenza. E voi? Voi cosa avete fatto? Avete sorriso, avete annuito, e mentre ci stringevate la mano con quella viscida cortesia di facciata, con l’altra prendevate appunti per appropriarvi di ciò che non siete in grado di concepire!
Non servono nomi. La mediocrità non ha nome, ha solo una faccia tosta. Parlo di quei “Professionisti del Nulla”. Gente che si presenta con l’abito del mecenate e la sostanza del vuoto pneumatico. Ci hanno accolti con promesse scintillanti. “Faremo grandi cose”, dicevano. “Palermo ha bisogno di voi”, dicevano. E intanto, studiavano. Non per imparare, ma per replicare. Pronti a copiare, incapaci di creare!
PARASSITI! SIETE DEI PARASSITI DI FUTURO!
Ci avete fatto stendere il progetto. Ci avete fatto disegnare i sogni. Ci avete fatto versare il know-how come acqua nel deserto. E poi? Poi il silenzio. Le scuse patetiche. La sparizione. Fino all’amara sorpresa: vedere la mia visione, il nostro stile, presentato come vostro! Ma con che coraggio? Con che etica vi presentate al mondo vestiti con abiti mentali non vostri, scimmiottando concetti che non comprendete, riducendo un’opera d’arte a una patetica imitazione senz’anima?
CAPRE! CAPRE! CAPRE!
Non siete imprenditori, siete speculatori dell’ingegno altrui! Siete la muffa che intacca il barocco splendido di questa città.
In questo scenario desolante, però, l’onestà intellettuale mi impone di fare dei distinguo doverosi. Perché non tutto è marcio e non tutti sono complici. Voglio assolvere e ringraziare pubblicamente CNA Palermo e l’Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, Edy Tamajo. Loro ci sono stati. Loro hanno mostrato un volto istituzionale serio, disponibile e proattivo. Hanno provato a costruire ponti mentre altri pensavano solo a minarli per rubare i mattoni. A loro va la mia stima sincera, perché rappresentano quella parte di Sicilia che lavora e che meriterebbe interlocutori migliori dei cialtroni che infestano il sottobosco imprenditoriale. Se tutti avessero avuto la loro correttezza, oggi racconteremmo un’altra storia.
Ma la loro serietà non basta a ripulire il fango gettato dagli altri. Avete preso la nostra fiducia e ne avete fatto carta straccia. Ma sapete una cosa? Tenetevele, le vostre “conquiste”. Perché un’idea in mano a un mediocre diventa spazzatura. Senza la nostra testa, la vostra copia vale zero. È una scatola vuota. È NULLA!
E sia chiaro: oltre alle istituzioni sane, anche gli amici veri ci sono. Non importa dove abitano. Loro sanno chi siamo. Sanno quanto valiamo. E soprattutto, sanno distinguere l’oro originale dalla bigiotteria che ci avete propinato qui.
Palermo, sei bellissima da guardare, ma per me, oggi, sei una delusione cocente. Non mi rivedrai mai più. Porto via la mia arte, la mia visione, la mia dignità. A voi lascio le briciole, l’invidia e la vostra eterna, insopportabile mediocrità.
Andate al diavolo. Per sempre.
Con “affetto”, il vs Opux







