Parrucchieri in Italia: La Guerra dei Prezzi è un Suicidio Professionale
a cura di Max Randi – Direttore MDP
Il dato di Milano parla chiaro: il 56% dei saloni di barbiere e parrucchiere è gestito da stranieri. Non è più un fenomeno passeggero, è la realtà del mercato. Di fronte a questa avanzata, la categoria si spacca. Da una parte c’è chi urla al rincaro folle, preoccupato per le famiglie che non arrivano a fine mese; dall’altra c’è chi, conti alla mano, difende la propria sopravvivenza.
Il miraggio del risparmio
C’è chi sostiene che alzare i prezzi sia da “esaltati e megalomani”. Si citano i budget familiari: tra mutuo, bollette e spese per i figli, 400€ al mese per la cura della persona sembrano un’eresia. La tentazione di andare “incontro al paese” abbassando il listino è forte, ma è un calcolo che non tiene conto della realtà aziendale.
La realtà della Partita IVA
Chi lavora sul campo lo sa: gestire un salone non è solo tagliare i capelli. Utenze alle stelle, affitti, prodotti di qualità, contributi e tasse pesano su ogni singolo scontrino. Chi non ha una partita IVA non può capire quanto poco rimanga in tasca al netto di un listino medio-basso.
Perché un medico può chiedere 100€ per 15 minuti e un parrucchiere deve sentirsi in colpa se chiede il giusto per valorizzare anni di gavetta e formazione? Il rischio d’impresa è identico, la dignità professionale anche.
Non combatteteli sul prezzo
I colleghi stranieri sono diventati bravi. Hanno investito in formazione, hanno imparato a comunicare. Combatterli sul terreno del “prezzo più basso” è una guerra persa in partenza. Loro avranno sempre costi di gestione o modelli di business differenti che permettono margini diversi.
L’unica strategia vincente per il parrucchiere italiano è alzare l’asticella.
- Servizi esclusivi: Offrire ciò che il salone “fast” non può dare.
- Specializzazione: Diventare l’autorità in un segmento specifico.
- Esperienza: Il cliente non paga solo per il taglio, ma per come si sente dentro il salone.
Svendere il proprio lavoro significa svalutare la categoria. Il cliente sceglierà sempre, ma noi abbiamo il dovere di non ridurci a “svuotatasche” per paura della concorrenza.
Sondaggio MDP
Qual è la tua strategia per il 2026?
- Mantengo i prezzi bassi per non perdere clienti.
- Alzo il listino e punto tutto sulla qualità e sui servizi d’eccellenza.
- Cerco una via di mezzo, ma con estrema difficoltà.
Il mio punto di vista
Mi chiedi da che parte sto. Sto dalla parte della sostenibilità economica.
Un’attività che non genera profitto non è un’azienda, è un hobby costoso. Non si può fare assistenza sociale con la propria Partita IVA. Se i costi aumentano, il listino deve adeguarsi, altrimenti il salone chiude. La fedeltà del cliente non si compra con lo sconto, ma con il valore. Se un cliente ti abbandona per 5€ di differenza, forse non hai venduto valore, ma solo un servizio banale. La professionalità si paga, sempre.









