Saloni di Parrucchieri o Campi di Battaglia? Titolari vs Collaboratori: Il Ring è Aperto
A cura di Max Randi, Direttore MDP
Benvenuti nel magico mondo dei saloni di parrucchieri, dove l’aria profuma di lacca e le tensioni interne si possono tagliare col rasoio. Se pensate che gestire le teste delle clienti sia la parte difficile del mestiere, non avete mai assistito allo scontro frontale tra chi firma gli assegni e chi impugna le forbici.
Il Titolare: “Ma Questi Hanno Voglia di Lavorare?”
Per il titolare, il salone è un’estensione della propria vita, del proprio sudore e del proprio conto in banca. I collaboratori dovrebbero essere cloni operosi e grati, ma la realtà li smentisce quotidianamente. Ecco le recriminazioni fisse:
- Zero Iniziativa: “Se cade una spazzola a terra, ci passano sopra. Devo dire io di spazzare? Se non c’è una cliente sulla sedia, il cervello va in standby.”
- La Malattia Strategica: “Hanno difese immunitarie di cristallo. È scientificamente provato che l’influenza intestinale colpisce solo il sabato mattina o nei giorni di pre-festivo.”
- Sindrome da Smartphone: “Si nascondono in magazzino a scrollare TikTok sperando che le ciotole del colore si lavino da sole a colpi di like.”
- Ingratitudine Cronica: “Spendo migliaia di euro per mandarli ai corsi di aggiornamento. Il risultato? Tornano e continuano a fare le pieghe esattamente come vent’anni fa.”
Il Collaboratore: “Titolare o Schiavista?”
Dall’altra parte della barricata c’è il collaboratore. Spesso sottopagato, perennemente esaurito, vede chi sta al comando come un tiranno avido e distaccato dalla realtà del lavateste. Le lamentele sono spietate:
- Sfruttamento Legalizzato: “Pausa pranzo? Una leggenda metropolitana. Mastico mezzo tramezzino di nascosto mentre massaggio la cute della signora Maria.”
- Stipendi da Fame: “Lavoro dieci ore al giorno, fidelizzo i clienti, faccio cassa… e a fine mese il bonifico basta a malapena per pagare l’affitto e una pizza.”
- Micromanagement Asfissiante: “Mi respira sul collo mentre taglio. Corregge ogni singola sfumatura. Se non ti fidi di me, perché mi hai assunto? Fai tutto tu!”
- Tuttofare Senza Gloria: “Sono stato assunto come stilista, ma faccio il social media manager, lo psicologo di coppia per le clienti, l’addetto alle pulizie e l’idraulico quando si intasa lo scarico.”
Il Verdetto
Nei saloni di parrucchieri la convivenza pacifica è un’utopia. Titolari e collaboratori parlano due lingue diverse, uniti solo dal mal di schiena a fine giornata.
E tu da che parte stai? Sei un titolare sull’orlo di una crisi di nervi o un collaboratore pronto alla rivolta sindacale?
Scatena l’inferno nei commenti e dicci la tua verità!












La verità sta nel mezzo, ci sono titolari che avrebbero dovuto fare i collaboratori e collaboratori che dovrebbero provare cosa significa essere dei titolari. Il problema sta nella cultura del lavoro e nelle aspettative che ognuno dei due attori del negozio hanno verso l’altro. È un fatto di cultura, di stipendi al minimo, di sfruttamento delle persone di risorse che mancano e qui mi riferisco sia a risorse economiche di listini al minimo e di collaboratori che non vogliono evolversi. Purtroppo finchè avremo in Italia un numero di negozi di parrucchieri così alto non riusciremo ad evolverci e avere un settore più aspirazionale.