Parrucchieri Abusivi: Il Cancro del Settore (E Tu che Ci Vai Sei Complice)
A cura di Max Randi, Direttore MDP
Parliamoci chiaro, senza filtri. Questo articolo darà fastidio. Molto fastidio. Ma Il Magazine del Parrucchiere non è qui per fare carezze, è qui per dire la verità.
C’è un fenomeno che, nonostante la tecnologia, l’evoluzione e il lusso del 2026, non accenna a morire: il parrucchiere abusivo. O meglio, il “fenomeno del sottoscala”.
Ma sapete di chi è la colpa? Non dell’abusivo. Lui (o lei) è solo un parassita che approfitta del sistema. La colpa è tua, cliente. Sì, tu che parcheggi il SUV da 50.000 euro fuori dal condominio di periferia per risparmiare 20 euro sulla piega.
Il mito del “Risparmio” (e il prezzo della tua salute)
“Ma è brava, usa gli stessi prodotti”. Balle.
Ecco cosa stai comprando davvero quando paghi in nero quel servizio scontato:
Igiene da Terzo Mondo: Un salone regolare ha l’autoclave, sterilizza spazzole e forbici, usa asciugamani monouso o igienizzati a norma di legge. L’abusiva in cucina? Usa la stessa spazzola piena di sebo e forfora della cliente precedente.
Rischio: Micosi, dermatiti, pidocchi e, nel peggiore dei casi (con strumenti da taglio non sterilizzati), epatite.
Chimica da Discount: Credi davvero che ti metta in testa il colore da 20 euro al tubo? L’abusivo compra gli scarti, i prodotti scaduti o le linee da supermercato travasate in ciotole anonime.
Rischio: Capelli bruciati, colori che virano al verde dopo due lavaggi, reazioni allergiche senza assicurazione che ti copra.
Formazione Zero: Mentre il tuo parrucchiere regolare spende migliaia di euro l’anno per imparare il Butterfly Cut o le nuove tecniche di Nanoplastia, l’abusivo è fermo al 1995.
Il Danno Economico (Perché dovresti indignarti)
A te, parrucchiere regolare che leggi, sale il sangue al cervello. Ed è giusto. Tu paghi l’IVA al 22%. Paghi i contributi INPS (anche quelli vecchi, maledetti). Paghi la TARI, l’insegna, la musica in filodiffusione, i dipendenti, la sicurezza sul lavoro.
L’abusivo incassa pulito. E tu, cliente che ci vai, stai rubando alla comunità. Stai finanziando l’evasione fiscale e uccidendo le imprese oneste che tengono viva la tua città.
“Eh ma poverina, lo fa per arrotondare…”
No. “Poverina” è la titolare di salone che deve chiudere perché non regge la concorrenza sleale di chi lavora a costo zero. “Poverina” è la ragazza apprendista che vorrebbe un contratto regolare ma il salone non può assumerla perché il fatturato cala.
Lavorare in nero in casa non è “arte di arrangiarsi”. È concorrenza sleale. È illegale. E nel 2026 è imbarazzante.
L’Appello ai Titolari: Non state zitti
Questo articolo è per voi. Stampatelo. Condividetelo. Mettetelo sulla vetrina. Non abbiate paura di perdere la cliente che va dall’abusiva per il colore e da voi solo per il taglio “perché costate troppo”. Quella cliente non la volete. È una cliente tossica.
Il lusso ha un prezzo. La sicurezza ha un prezzo. La legalità ha un prezzo. Se pensi che un professionista costi troppo, è perché non hai idea di quanto ti costerà alla fine un incompetente.
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