Il Valore contro il Voucher: La fiera del “Nulla” nell’era dei Dati
di Max Randi – Direttore Editorial MDP
C’è un momento preciso, durante una trattativa, in cui senti il rumore del “click”. Non è il suono di un contratto che si chiude, ma quello di un cervello che si scollega. Succede quando parli di numeri. Quelli veri, quelli che portano soldi nelle tasche di chi investe.
Negli ultimi mesi ci siamo fatti un culo triplo. Abbiamo scavato nei dati, abbiamo ottimizzato ogni virgola, abbiamo lottato insieme contro gli algoritmi finché Il Magazine del Parrucchiere non è diventato un mostro di visibilità: 1 milione di lettori unici in poco più di un anno e 1,5 milioni di visualizzazioni. Siamo lì, inchiodati in prima pagina su Google, con una posizione media tra il 5 e il 6. Se un parrucchiere in Italia cerca una soluzione, trova noi. Punto.
Lo spieghiamo ai potenziali clienti. Mostriamo loro una prateria di contatti pronti a essere convertiti in fatturato grazie al nostro lavoro. E mentre parliamo, vedo lo sguardo che vaga. Non gliene frega un’emerita mazza.
Il Cimitero degli Stand e la Magia della “Copia Unica”
Poi ci guardiamo intorno e vediamo il teatro dell’assurdo. Vediamo dinosauri di 80 anni che non sanno distinguere una newsletter da un fax, che mandano email scritte “a caxxo”, capaci solo di imbarazzare chi le riceve. Li vedi alle fiere, rintanati in stand tristi, vuoti e polverosi, a dormire sulla sedia mentre il mercato reale corre fuori dai loro padiglioni.
Però hanno i soldi. O meglio, sanno come usarli per ungere gli ingranaggi giusti.
Vediamo personaggi che promettono “copertine patinate” su riviste cartacee che ormai non legge più nemmeno la zia del direttore. Riviste fantasma, stampate spesso in una sola copia — sì, avete capito bene, una (1!) — da consegnare a mano al manager o al brand di turno, solo per solleticare l’ego di chi vuole vedersi “su carta” mentre l’azienda affonda nel dimenticatoio digitale.
Il gioco è vecchio, squallido e spaventosamente efficace:
- Pranzi luculliani con bocce da 200 euro.
- Casse di champagne spedite a domicilio per “ringraziare”.
- Vacanze prenotate come “incentive” sottobanco.
- La mazzetta elegante, il “regalino” per passare avanti a chi, come noi, ha davvero qualcosa da offrire.
Comprano loro perché non hanno nulla di concreto da proporre. Li ungono perché non hanno la minima idea di come si costruisca un’autorità sul web. Ci sorpassano perché mentre noi vendiamo risultati, loro vendono carezze all’ego e benefit.
L’Ardua Sentenza
Allora, seduti in redazione davanti ai grafici di Google Analytics che esplodono di salute, ci sorge il dubbio atroce.
Ma non è che stiamo sbagliando tutto? Non è che la strategia vincente sia smettere di produrre contenuti di valore e iniziare a leccare il culo a destra e a manca? Forse dovremmo investire in ostriche e champagne invece che in tecnologia, e offrire una piattaforma da 10 utenti all’anno, purché siano quelli “giusti” da portare a cena e “ungere” a dovere?
Siamo un settore di professionisti che guarda al futuro o siamo rimasti un club di dopolavoro dove vince chi paga il giro di ammazzacaffè e prenota la suite in Versilia?
Noi continuiamo a puntare ai 2 milioni di lettori. Perché i dati non mentono, mentre le promesse fatte davanti a una bottiglia di vino spesso evaporano con i postumi della sbronza. Ma ammettiamo che, guardando quegli stand deserti e quelle copertine finte, il dubbio viene.
A voi l’ardua sentenza.
Se leggendo queste righe qualcuno dovesse avvertire un improvviso e fastidioso prurito, non si preoccupi: solitamente è solo il calore della paglia che inizia a bruciare.
Il vs Max Randi Direttore Editoriale MDP








