Addio Biondo Ghiaccio: Il “Golden Toffee” è il colore che ti farà sembrare più ricca (e felice) nel 2026
Ciao, sono Sara.
Se c’è una cosa che ho notato guardando le teste delle celeb e le richieste nei saloni più in voga di Milano e New York in questo inizio 2026, è che siamo tutti stanchi.
Stanchi di cosa? Della schiavitù del Platinum. Di quelle sedute di 6 ore per ottenere un biondo ghiaccio che è bellissimo per i primi 10 giorni, e poi diventa una lotta contro il giallo e la secchezza.
Il 2026 ha portato un cambio di rotta drastico. La parola d’ordine non è più “chiaro a tutti i costi”. È “Lusso Sostenibile”.
E il re di questa nuova tendenza ha un nome delizioso: Golden Toffee.
Cos’è esattamente il Golden Toffee (e perché non è il “solito” caramello)
Dimentica il castano piatto o il biondo miele troppo giallo di qualche anno fa.
Il Golden Toffee è una tonalità ibrida, multidimensionale. Immagina di far colare del caramello fuso su una base castana, aggiungendo dei riflessi dorati che catturano la luce proprio dove il sole colpisce naturalmente i capelli.
È un colore che “respira”. Non copre, illumina.

Perché sta diventando virale? (La psicologia dietro il colore)
C’è un motivo preciso se i feed di Instagram si stanno riempiendo di questa nuance, ed è psicologico.
- L’effetto “Old Money”: Il biondo platino, se non curato maniacalmente, può sembrare artificiale. Il Golden Toffee, invece, richiama l’estetica “Old Money”. È quel colore che dice: “I miei capelli sono sani, lucidi e non ho bisogno di urlare per farmi notare”. È lusso silenzioso.
- La pelle ringrazia: I toni freddi tendono a spegnere alcuni incarnati, evidenziando occhiaie e stanchezza. Il calore del toffee e del miele agisce come un filtro Instagram naturale: ammorbidisce i tratti e regala subito un aspetto più riposato (anche se hai dormito 4 ore).
- Manutenzione dimezzata: Qui parlo alle mie amiche clienti. Con il Golden Toffee, la ricrescita non è un nemico, ma parte del look. Le radici rimangono naturali e sfumano dolcemente verso le lunghezze. Risultato? Puoi andare dal parrucchiere ogni 8 settimane invece che ogni 4, e i tuoi capelli saranno meno stressati.

Il consiglio per i Professionisti: Come venderlo in Salone
(Colleghi parrucchieri, questo paragrafo è per voi)
Il Golden Toffee non è solo un colore, è la vostra migliore opportunità di business per il Q1 2026. Perché? Perché vi permette di trasformare una cliente “schiava del biondo” (e spesso insoddisfatta della qualità dei capelli) in una cliente con capelli sani e lucenti.
Non proponetelo come “scurire i capelli”. Proponetelo così:
“Facciamo una terapia di luce. Inseriamo pigmenti caldi per rimpolpare la struttura del capello e farti avere quella lucentezza a specchio che vedi sulle riviste.”
Usate il Gloss come arma segreta. Il Golden Toffee vive di lucidità. Vendete il mantenimento a casa con maschere pigmentate rame/oro: fidelizzerete la cliente e aumenterete lo scontrino medio retail.

A chi sta bene?
Praticamente a tutte, ma con una distinzione:
- Se hai la pelle olivastra o calda: Punta sulla variante Honey Toffee, più dorata.
- Se hai la pelle di porcellana o rosata: Chiedi al tuo parrucchiere un Toffee Rosé o con una punta di rame, per non “ingiallire” l’incarnato.
Il mio verdetto
Il 2026 è l’anno in cui smettiamo di combattere contro i nostri capelli e iniziamo ad amarli. Il Golden Toffee è caldo, avvolgente, sexy e incredibilmente pratico.
Se stavi cercando un segno per cambiare, eccolo.
Fai uno screenshot a questo articolo e portalo al tuo parrucchiere di fiducia. E se sei un parrucchiere, preparati: ti chiederanno tutte di diventare “Toffee”.
Alla prossima sfumatura, Sara








