La Colorazione Permanente
A cura di Paolo Venzo
Come già evidenziato nel precedente articolo, la colorazione permanente domina il mercato professionale con una quota compresa tra il 48% e il 71%. È noto quanto questa tipologia di colorazione contribuisca alla fidelizzazione del salone verso il marchio utilizzato.
Infatti, dal punto di vista commerciale, cambiare la linea colore di un parrucchiere rappresenta una delle sfide più complesse per un consulente di vendita. Sostituire una colorazione permanente implica, per il salone, l’aggiornamento di tutte le schede colore delle clienti e la possibilità, alla prima applicazione, di non raggiungere perfettamente il risultato desiderato. Per il parrucchiere più curioso e preparato questo non rappresenta un problema significativo; al contrario, per il professionista meno incline al cambiamento può diventare un ostacolo rilevante.
Le aziende sviluppano il proprio patrimonio cromatico sulla base di una storia e di un gusto colore distintivi. Per questo motivo, è estremamente difficile trovare sul mercato due sistemi di colorazione perfettamente identici in termini di intensità e tonalità.
Senza entrare eccessivamente negli aspetti chimici, desidero condividere alcune considerazioni sulle principali domande che il parrucchiere si pone nella scelta della colorazione permanente:
- Con PPD (para-fenilendiammina) o senza?
- Base in crema o in olio?
- Con ammoniaca o senza?
Le seguenti riflessioni derivano dall’esperienza pratica in salone e in laboratorio.
Tecnologie del Colore: PPD o PTD
Oggi la maggior parte delle colorazioni permanenti sul mercato utilizza tecnologie senza PPD (para-fenilendiammina) e, negli ultimi anni, si è diffusa anche la tendenza a sostituire la resorcina. I coloranti ossidativi si basano su due componenti fondamentali:
- coloranti primari, che sviluppano il colore e determinano il livello;
- copulanti (o cromogeni secondari), che definiscono il riflesso e la tonalità.
La PPD è utilizzata da oltre 100 anni ed è considerata lo standard per ottenere coperture elevate. Tuttavia, è anche nota per essere uno degli allergeni più forti nelle colorazioni permanenti. Si tratta di una molecola molto piccola e altamente reattiva, che penetra facilmente nel fusto del capello. La sua concentrazione aumenta con l’intensità delle nuance scure ed è limitata al 2% in Europa.
La PTD (para-toluendiammina), spesso indicata in etichetta come Toluene-2,5-Diamine, rappresenta la principale alternativa. Essendo una molecola leggermente più grande, risulta generalmente meno coprente; per questo motivo può essere utilizzata in concentrazioni maggiori, fino al 4%. È considerata meno aggressiva a livello biologico, ma resta comunque un potenziale allergene. È importante sottolineare che chi è allergico alla PPD ha circa il 50% di probabilità di reagire anche alla PTD: pertanto, una colorazione “PPD-free” non garantisce l’assenza di reazioni in soggetti sensibilizzati.
Base Colore: Crema o Olio?
La colorazione in crema è la più diffusa, mentre quella in olio rappresenta una scelta più di nicchia, ma con una forte fidelizzazione tra i professionisti che la utilizzano.
Un colore in crema:
- ha una consistenza densa e non cola;
- è facile da applicare con il pennello;
- avvolge il capello garantendo una colorazione intensa e uniforme.
Un colore in olio:
- presenta inizialmente una consistenza liquida che, una volta miscelata, diventa simile a un gel/mousse;
- può essere applicato sia con pennello sia con applicatore;
- consente una copertura efficace, con un risultato più naturale e luminoso.
In sintesi: la crema offre un risultato più saturo e intenso; l’olio garantisce maggiore morbidezza, brillantezza e naturalezza del riflesso.
Colore con Ammoniaca o Senza Ammoniaca
La differenza principale risiede nell’agente alcalino utilizzato per aprire le cuticole e permettere la penetrazione dei pigmenti.
L’ammoniaca:
- è un gas volatile che evapora durante il tempo di posa;
- garantisce elevate performance in copertura, schiaritura e cambiamenti radicali;
- può risultare pungente e, con uso frequente, contribuire a secchezza e porosità del capello.
Le colorazioni senza ammoniaca utilizzano generalmente la MEA (monoetanolammina):
- è meno volatile e quasi inodore;
- viene percepita come più delicata;
- rimane attiva durante tutto il tempo di posa.
Tuttavia, proprio perché non evapora, se non risciacquata accuratamente può lasciare residui che contribuiscono alla disidratazione di cute e capelli. Inoltre, in alcuni casi, le performance in termini di copertura e schiaritura possono risultare inferiori rispetto ai sistemi con ammoniaca.
Il Business in Salone
Oggi, nel mercato delle colorazioni permanenti, il divario qualitativo tra prodotti di fascia medio-alta e quelli meno performanti si è notevolmente ridotto. Per quanto riguarda la copertura dei capelli bianchi — principale motivo di utilizzo della colorazione permanente — è difficile trovare prodotti realmente carenti. Elementi come durata, riflesso e brillantezza dipendono spesso non solo dalla formula, ma anche dalla struttura e dalla porosità del capello.
La presenza di tecnologie diverse rappresenta un’opportunità per il salone di differenziare i servizi e il posizionamento prezzo. Ad esempio, molti saloni distinguono tra servizio con ammoniaca e senza ammoniaca. Se la cliente è orientata verso soluzioni percepite come più “naturali”, è fondamentale fornire un’informazione corretta e trasparente; qualora confermi la sua scelta, è spesso disponibile ad accettare un posizionamento economico superiore. Questo approccio consente di aumentare il valore medio del servizio, introducendo nuove tecnologie supportate da una solida argomentazione professionale.
Considerazioni Finali
La tecnologia è in continua evoluzione verso soluzioni meno invasive e più sostenibili, senza compromettere le performance. Oggi esistono sistemi ibridi che combinano alcalinizzanti tradizionali e alternativi, fino ad arrivare a colorazioni prive sia di ammoniaca sia di MEA. Queste soluzioni offrono risultati leggermente inferiori in termini di copertura o schiaritura, ma sono comunque ottimali in molti contesti applicativi.
È fondamentale che il professionista mantenga il focus sul proprio modello di business, individuando le tecnologie più adatte per offrire un’esperienza colore autentica e coerente con il posizionamento del salone. Non è il prezzo del prodotto a fare la differenza, ma il valore percepito attraverso lo storytelling, la competenza e l’unicità del servizio.
“Il prezzo è quello che paghi. Il valore è quello che ottieni.” — Warren Buffett










