Distributori all’estero: la mappa per l’export manager
Sono Alberto Montecroci, fondatore di MDP Hair & Beauty Group, il gruppo dietro Il Magazine del Parrucchiere, THE HAIR ICONS Milano e Hairstylist of the Year. Da quasi 30 anni lavoro nella comunicazione e nello sviluppo commerciale del settore hair & beauty italiano, senza avere mai lavorato dietro la poltrona: il mio mestiere è far incontrare brand, distributori e saloni.
Qualche settimana fa un brand italiano ci ha chiesto una cosa molto concreta: non un’altra lista di contatti, ma una mappa vera del mercato tedesco, azienda per azienda, per capire a chi affidare la propria distribuzione. Quel lavoro è diventato un metodo. E il metodo è replicabile su qualsiasi paese del mondo.
Perché un brand si blocca quando deve scegliere un distributore all’estero
Chi gestisce l’export in un’azienda hair & beauty conosce il problema: in un mercato come la Germania esistono decine di distributori, grossisti, importatori e catene B2B, e una lista di contatti generica non dice nulla di utile. Non dice chi costruisce davvero un marchio e chi si limita a metterlo a catalogo. Non dice quanti di questi operatori hanno già il portfolio pieno di marchi concorrenti, cosa che nei mercati maturi è la norma, non l’eccezione. E non dice qual è la prima domanda giusta da fare al telefono per non perdere tre mesi in una conversazione senza sbocco.
Il risultato è che molti export manager passano settimane a costruire da zero una mappa che poi resta parziale, perché il tempo per verificare 60 o 70 aziende una per una, sito per sito, semplicemente non c’è.
Il metodo: cosa guardiamo davvero, azienda per azienda
Per ogni operatore che entra in mappa verifichiamo cinque cose, sempre su fonte ufficiale:
Scala distributiva: numero di agenti, presenza territoriale, punti vendita, logistica, e-commerce, accesso dichiarato ai saloni.
Capacità di costruire un marchio: education, trainer, academy, brand management, cultura del canale professionale.
Coerenza con il brand: familiarità con la categoria di prodotto, con la distribuzione selettiva, con marchi comparabili.
Conflitto di portfolio: non lo usiamo come filtro automatico per escludere un’azienda, ma come elemento di negoziazione. La domanda giusta non è “ha già dei concorrenti in portfolio”, ma “ha ancora struttura, spazio e motivazione per far crescere un altro marchio”.
Tipo di ingresso possibile: accordo nazionale, accordo regionale, rete di grossisti territoriali, pilot su una singola area, oppure semplice canale sell-out online.
Ogni azienda mappata riceve anche un’indicazione sul tipo di approccio commerciale più efficace e sulla prima domanda da fare al primo contatto, così chi chiama non parte a vuoto.
Un caso reale: la mappa costruita per il mercato tedesco
Per un brand italiano di colorazione e cura professionale abbiamo mappato 67 operatori attivi sul mercato tedesco: distributori nazionali, cooperative di grossisti regionali, importatori, catene retail B2B e canali e-commerce professionali. Ogni azienda è stata verificata su fonte ufficiale — sito istituzionale, pagina “chi siamo”, registro di settore — e classificata in tre fasce operative: 20 aziende in fascia A, i primi interlocutori da contattare per scala e capacità di costruire un marchio; 31 in fascia B, operatori solidi, spesso regionali, utili anche per test territoriali; 16 in fascia C, contatti secondari o da verificare meglio prima di investirci tempo commerciale.
Nessun operatore è stato escluso solo perché aveva già un portfolio pieno. In Germania, come in molti mercati maturi, sono spesso i distributori più forti quelli che gestiscono già più marchi professionali insieme: il criterio che conta davvero è se hanno ancora spazio, struttura e motivazione per farne crescere uno in più.
Cosa riceve davvero l’export manager
Il risultato non è un report che finisce in un cassetto. È un database in formato Excel, pronto per essere caricato in un CRM, dove ogni riga è un’azienda con: profilo e area di copertura, portfolio già gestito, livello di conflitto potenziale, tipo di approccio consigliato, prima domanda da fare al contatto, fonte di verifica e data dell’ultimo controllo. Insieme al database, una sintesi che spiega come leggere le fasce e da dove iniziare a chiamare lunedì mattina.
La stessa logica, con gli stessi cinque criteri, si ricostruisce identica per qualsiasi altro paese: cambiano le fonti locali da verificare, cambia la composizione del mercato, non cambia il metodo. Ogni mappa viene costruita su misura per il brand e per il paese target, non riciclata da un database generico.
Perché lo facciamo attraverso MDP
Fa parte di quello che in MDP chiamiamo MDP Data & Insights: la stessa logica di ricerca originale e verificata che usiamo per l’Osservatorio sui saloni italiani, applicata questa volta al mercato dell’export. Lavoriamo ogni giorno con brand, distributori e saloni nel settore hair & beauty, in Italia e all’estero: la mappa export nasce da quella rete di relazioni, non da una lista comprata.
Come funziona se vuoi la mappa per il tuo brand
Si parte da una call per capire categoria di prodotto, paese target e aspettative commerciali. Da lì costruiamo la mappa con lo stesso livello di verifica del caso tedesco, azienda per azienda. Lavoriamo su un numero limitato di brand in parallelo, perché la qualità della ricerca dipende dal tempo dedicato a ogni singola verifica, non dalla velocità.
Se vuoi vedere come sarebbe la mappa per il tuo mercato target, prenota una call di 15 minuti con me.
Domande frequenti
È una lista di contatti già pronta o un lavoro fatto su misura?
È costruita da zero su brand e paese target. Non esiste una lista universale: cambiano il tipo di prodotto, il canale di riferimento e la struttura del mercato locale.
Funziona anche fuori dall’Europa, per esempio Stati Uniti, Asia o Medio Oriente?
Sì, lo stesso metodo si applica su fonti locali verificate in qualsiasi paese. Cambia il tempo di ricerca necessario, non la logica dei cinque criteri.
Il database sostituisce il lavoro dell’export manager?
No. Gli fa risparmiare le settimane di ricerca preliminare e gli permette di aprire da subito le conversazioni giuste, con la domanda corretta in mano.
Cosa succede se un distributore individuato ha già troppi marchi concorrenti in portfolio?
Non viene escluso in automatico: resta in mappa con l’indicazione del livello di conflitto e la domanda specifica da fare per capire se esiste ancora spazio reale.
Quanto tempo serve per costruire la mappa di un nuovo mercato?
Dipende dalla dimensione e dalla frammentazione del paese target: te lo diciamo con precisione nella prima call, dopo aver capito categoria di prodotto e mercato.
Alberto Montecroci — fondatore di MDP Hair & Beauty Group, cura da quasi 30 anni la comunicazione e lo sviluppo commerciale nel settore hair & beauty italiano. Non è mai stato dietro la poltrona: il suo mestiere è far incontrare brand, distributori e saloni. È autore del libro Il Parrucchiere Nudo.













