Nanoplastia 2026: Tutta la verità sul nuovo protocollo (quella che i brand non ti dicono)
Di Lorenzo, Direttore Tecnico MDP
Se scorri il feed ultimamente, sembra che la Nanoplastia sia diventata l’unica soluzione esistente per i capelli. “Liscio specchio”, “naturale al 100%”, “zero danni”.
Fermiamoci un attimo.
In redazione ci avete segnalato in massa il nuovo protocollo 2026 di Keratin Europa e, come sempre, ho deciso di non fermarmi al comunicato stampa. Ho analizzato cosa c’è davvero dietro questo trattamento per capire se è l’ennesima operazione di rebranding della vecchia cheratina o se c’è sostanza.
Ecco la mia analisi tecnica, brutale e onesta, sul protocollo Nanoplastia 2026.
Che cos’è (davvero) la Nanoplastia 2026
Dimenticate la vecchia stiratura brasiliana che affumicava il salone. La Nanoplastia utilizza nanoparticelle che penetrano nella corteccia del capello senza bisogno di aprire le cuticole con shampoo aggressivi a pH 9. Parliamo di acidi organici, aminoacidi e collagene veicolati in profondità.
La differenza sostanziale del protocollo 2026 di Keratin Europa rispetto al passato? Il risciacquo pre-piastra. Sembra un dettaglio, ma cambia tutto. Nel vecchio metodo si piastrava il prodotto sui capelli (effetto “frittura”). Nel protocollo 2026, la Nanoplastia agisce in posa (40-80 minuti), si sciacqua via l’eccesso, si asciuga e solo dopo si passa la piastra.
Risultato: Niente nuvole di fumo tossico in salone. Finalmente.

Il Test della Verità: Cosa succede ai capelli?
Sulla carta è tutto “bio” e “organico”. Ma da tecnico devo dirvi le cose come stanno.
1. Non è “acqua fresca”, è chimica. Non fatevi ingannare dalla parola “organico”. La lisciatura avviene grazie a un pH acido che, attivato dal calore estremo, modifica i legami disolfuro. È più sicuro della formaldeide? Assolutamente sì. È un trattamento che “non fa nulla” alla struttura? Falso. La modifica eccome.
2. Il problema del calore (il vero tallone d’Achille). Il protocollo richiede di passare la piastra a 210-230 gradi per 15-20 volte per ciocca. Parliamoci chiaro: se hai un capello decolorato, sfibrato o “gommoso”, questo processo è un colpo di grazia. La Nanoplastia è fantastica su capelli naturali, ricci, afro o grossi. Ma su un biondo platino superschiairito? Rischio rottura altissimo se l’operatore non ha una mano da chirurgo.
3. Il colore sbiadisce. Punto. Gli acidi organici + 230 gradi di calore = schiaritura cosmetica immediata. Se hai appena fatto il colore, la Nanoplastia te lo “mangerà” di 1-2 toni, portandolo spesso verso riflessi caldi/aranciati. Il mio consiglio? Fai la Nanoplastia prima del colore, mai dopo.
Pro e Contro: La Scheda Tecnica MDP
Per chi ha poco tempo, ecco il riassunto operativo.
✅ I PRO (Perché ci piace):
- Sicurezza: Zero formaldeide, zero fumi nocivi. Si lavora in un ambiente sano (ed è un grande passo avanti per la nostra salute).
- Effetto Specchio: Il lucido che lascia è superiore a qualsiasi cheratina classica. È un effetto “vetrificato” reale.
- Durata: Se mantenuta bene, supera tranquillamente i 5-6 mesi. La cheratina classica al terzo mese spesso cede.
- Morbidezza: Il capello non resta “stecchito” e rigido, ma mantiene una certa mobilità naturale.
❌ I CONTRO (Quello che devi sapere):
- Tempi biblici: Tra lavaggio, posa (fino a 80 min), risciacquo, asciugatura e piastra (lenta e meticolosa), calcola 3-4 ore di lavoro. Non è un servizio “pausa pranzo”.
- Non ripara i miracoli: Se il capello è bruciato, la Nanoplastia non lo resuscita, anzi, lo shock termico può peggiorarlo. Non vendetela come “cura” su capelli distrutti.
- Costo: Il prodotto di qualità costa, e il tempo dell’operatore ancora di più. È un servizio High Ticket. Se lo vendete a poco, state perdendo margini.
- Home Care obbligatoria: Se la cliente usa lo shampoo del supermercato con solfati il giorno dopo, ha buttato i soldi. Serve acidificare e nutrire.
Il mio verdetto
Il protocollo Keratin Europa 2026 è promosso, ma con riserva tecnica. È l’evoluzione corretta del lisciante: più sicuro per noi parrucchieri e più performante in termini di durata.
Ma attenzione: non è un trattamento per tutti. È un’arma potente che richiede diagnosi precisa. Vendetela a chi ha capelli sani, grossi e ingestibili. Sconsigliatela (o fatela a temperature ridotte) su chi ha strutture capillari compromesse.
Come sempre: la chimica fa il 50%, la mano del parrucchiere fa l’altro 50%.
Lorenzo, Direttore Tecnico MdP







