Prezzo della piega in Italia 2026: l’Osservatorio MDP chiude la ricerca su 532 saloni
Quanto costa davvero una piega in Italia nel 2026?
È una domanda semplice.
La risposta, molto meno.
L’Osservatorio MDP aveva iniziato ad affrontarla con una prima rilevazione pubblicata in questo articolo.
Quella prima analisi era volutamente limitata.
Un piccolo panel.
Un punto di partenza per capire se, partendo dai listini pubblicamente disponibili, fosse possibile individuare differenze concrete tra città, territori e modelli di salone.
Il primo studio aveva dato indicazioni interessanti, ma non sufficienti per parlare di una fotografia nazionale.
Per questo abbiamo deciso di continuare.
E soprattutto di allargare molto il campione.
La ricerca arriva ora alla sua fase conclusiva, con un panel composto da:
532 saloni
distribuiti nelle:
20 regioni italiane
e in:
37 città o bacini urbani.
Quello che pubblichiamo oggi rappresenta quindi la conclusione e l’ampliamento della prima ricerca MDP sul prezzo della piega.
Siamo partiti da un piccolo campione esplorativo.
Siamo arrivati a un panel nazionale molto più ampio.
E il primo dato da cui partire è questo.
In Italia la piega costa in media 21,83 euro
La media nazionale rilevata sui 532 saloni analizzati è:
21,83 euro
La mediana è invece:
20,00 euro
La differenza tra media e mediana è interessante.
Significa che una parte dei saloni con listini più alti spinge verso l’alto la media complessiva.
La mediana ci dice invece che il centro della distribuzione resta vicino ai 20 euro.
Ma fermarsi alla media nazionale sarebbe riduttivo.
Perché dietro quei 21,83 euro convivono mercati molto diversi.
E le differenze tra regioni possono superare tranquillamente i 10 euro.

Come abbiamo costruito il panel
L’obiettivo era ottenere un confronto il più possibile coerente.
Per questo abbiamo applicato una regola semplice:
un salone = una osservazione.
Per ogni salone abbiamo considerato il prezzo minimo pubblicato per una piega donna standalone comparabile.
Sono stati quindi esclusi:
- taglio + piega;
- colore + piega;
- servizi uomo;
- servizi bambino;
- barber puri;
- pacchetti che comprendevano altri servizi;
- prezzi chiaramente anomali o utilizzati come placeholder.
Quando il listino riportava un prezzo “da”, abbiamo considerato il valore minimo pubblicato.
Sono state incluse anche alcune promozioni quando rappresentavano il prezzo effettivamente disponibile per la cliente.
La ricerca è stata costruita utilizzando prezzi pubblicamente visibili online.
È importante precisarlo.
Non si tratta di un censimento di tutti i saloni italiani.
Il panel non è un campione statistico probabilistico dell’intero settore.
È invece un benchmark osservazionale del mercato visibile online, sufficientemente ampio per iniziare a leggere differenze, dinamiche e posizionamenti.
Le medie della piega regione per regione
Questa è la fotografia emersa dal panel nazionale.
Abruzzo
12 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 20,33 euro
Basilicata
3 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 15,67 euro
Calabria
5 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 15,20 euro
Campania
61 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 15,70 euro
Emilia-Romagna
43 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 24,30 euro
Friuli-Venezia Giulia
9 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 27,22 euro
Lazio
76 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 19,84 euro
Liguria
16 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 21,38 euro
Lombardia
101 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 26,52 euro
Marche
6 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 31,00 euro
Molise
6 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 16,50 euro
Piemonte
69 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 19,53 euro
Puglia
9 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 20,89 euro
Sardegna
8 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 18,75 euro
Sicilia
16 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 18,89 euro
Toscana
53 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 23,54 euro
Trentino-Alto Adige
5 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 25,00 euro
Umbria
6 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 23,50 euro
Valle d’Aosta
2 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 22,50 euro
Veneto
26 saloni analizzati
Prezzo medio piega: 24,54 euro

Il Nord tende a costare di più. Ma non basta dire questo
La prima lettura dei dati sembra confermare una convinzione diffusa.
In molte regioni del Nord la piega costa mediamente più che al Sud.
La Lombardia, con una media di 26,52 euro, è uno dei dati più significativi perché il campione regionale è anche il più ampio della ricerca: 101 saloni.
Sopra la media nazionale troviamo inoltre:
- Friuli-Venezia Giulia: 27,22 euro
- Trentino-Alto Adige: 25,00 euro
- Veneto: 24,54 euro
- Emilia-Romagna: 24,30 euro
- Toscana: 23,54 euro
- Umbria: 23,50 euro
Dall’altra parte troviamo prezzi medi decisamente più bassi.
Calabria: 15,20 euro
Basilicata: 15,67 euro
Campania: 15,70 euro
Molise: 16,50 euro
La tentazione sarebbe concludere che il mercato italiano è semplicemente diviso in due.
Nord caro.
Sud economico.
Ma i dati raccontano qualcosa di più complesso.
La Campania è uno dei dati più interessanti
La Campania merita attenzione particolare.
La media rilevata è di 15,70 euro.
Non stiamo però parlando di tre o quattro saloni.
Il panel contiene 61 osservazioni.
Quindi il dato è molto meno sensibile al singolo listino rispetto alle regioni con pochi casi.
Questo suggerisce che nel mercato osservato la piega viene mediamente proposta a prezzi significativamente inferiori rispetto alla media italiana.
Perché?
Le spiegazioni possono essere diverse.
Maggiore competizione.
Diversa struttura dei costi.
Uso della piega come servizio di acquisizione.
Maggiore frequenza.
Promozionalità.
Posizionamento.
Comportamento della clientela.
La ricerca fotografa il fenomeno.
Non pretende, almeno per ora, di attribuirgli una singola causa.
Il dato delle Marche va invece letto con prudenza
Con 31 euro di media, le Marche risultano al primo posto della rilevazione.
Ma sarebbe scorretto titolare:
“Le Marche hanno la piega più cara d’Italia”.
Il campione è composto da soli 6 saloni.
Inoltre la media risente della presenza di un listino particolarmente alto rilevato nel panel.
Il dato è quindi interessante.
Ma non è ancora abbastanza robusto per trasformarlo in una conclusione generale sull’intera regione.
Lo stesso principio vale per tutte le aree con pochi saloni analizzati.
Dove il panel è più robusto
Alcune regioni dispongono invece di una base di osservazioni molto più ampia.
Le principali sono:
Lombardia: 101 saloni
Lazio: 76 saloni
Piemonte: 69 saloni
Campania: 61 saloni
Toscana: 53 saloni
Emilia-Romagna: 43 saloni
In queste regioni il risultato medio è meno dipendente dal singolo prezzo.
Non significa che rappresenti matematicamente ogni parrucchiere della regione.
Ma offre una fotografia del mercato online più strutturata.
Una delle cose più importanti emerge dentro le città
Il punto forse più interessante della ricerca è che le differenze non esistono soltanto tra Milano e Napoli.
O tra Lombardia e Campania.
Esistono anche all’interno della stessa città.
Nelle grandi aree urbane convivono infatti saloni completamente diversi.
Saloni premium.
Catene.
Saloni di quartiere.
Attività fortemente promozionali.
Boutique hair.
Saloni orientati ai trattamenti.
Saloni con una forte immagine personale del titolare.
Attività che lavorano soprattutto sulla frequenza.
Attività che lavorano su ticket medio e consulenza.
Per questo due parrucchieri situati nella stessa città possono applicare prezzi molto differenti senza che necessariamente uno dei due stia sbagliando.

Il vero benchmark non è la città. È il segmento
Dire:
“Una piega nella mia regione costa mediamente 24 euro”
non significa che ogni salone debba chiedere 24 euro.
Un salone premium può essere perfettamente posizionato a un prezzo molto superiore.
Un’attività estremamente efficiente con forte frequenza può invece scegliere un prezzo inferiore.
Il confronto corretto dovrebbe essere fatto con saloni:
- simili per target;
- simili per posizione;
- simili per livello di servizio;
- simili per esperienza;
- simili per immagine;
- simili per modello economico.
Il vero benchmark non è quindi soltanto geografico.
È competitivo.
Perché abbiamo scelto proprio la piega
La piega è uno dei servizi più semplici del salone.
E proprio per questo è interessante.
La cliente ne conosce il significato.
Può confrontare facilmente i prezzi.
La acquista con una frequenza superiore rispetto a molti servizi tecnici.
Può diventare il primo servizio utilizzato per provare un nuovo parrucchiere.
E spesso viene utilizzata come porta d’ingresso verso altri servizi.
Colore.
Taglio.
Trattamenti.
Retail.
Consulenza.
Per questo il prezzo della piega racconta molto più di quanto sembri.
Quanto vale davvero una piega da 15 euro?
Non esiste una risposta universale.
Una piega venduta a 15 euro può essere molto profittevole.
Oppure può essere quasi in perdita.
Dipende da:
- tempo medio necessario;
- costo del collaboratore;
- costo dei prodotti;
- consumo energetico;
- affitto;
- costi generali;
- organizzazione;
- numero di clienti;
- capacità di vendita successiva.
Guardare soltanto il prezzo non basta.
Bisogna guardare il modello economico che sostiene quel prezzo.
Il problema non è il prezzo basso
Un prezzo basso non è automaticamente un errore.
Può essere una scelta strategica.
Può servire ad aumentare la frequenza.
Può essere una leva per acquisire clienti.
Può essere l’inizio di un percorso commerciale che porta a colore, trattamenti e prodotti.
Il problema nasce quando il prezzo è basso senza sapere perché.
Quando viene deciso semplicemente guardando il parrucchiere di fronte.
Oppure per paura di perdere clienti.
In quel caso non stiamo parlando di strategia.
Stiamo parlando di reazione.
Ma neppure il prezzo alto garantisce valore
Vale anche il contrario.
Aumentare il prezzo non rende automaticamente un salone premium.
Una cliente accetta un prezzo più alto quando percepisce qualcosa che lo sostiene.
Competenza.
Consulenza.
Ambiente.
Risultato.
Comfort.
Reputazione.
Affidabilità.
Esperienza.
Identità.
Se queste componenti non esistono, il prezzo rischia di essere percepito semplicemente come caro.
La media di 21,83 euro non è un prezzo consigliato
Questo va chiarito bene.
L’Osservatorio MDP non sta dicendo ai parrucchieri di vendere la piega a 21,83 euro.
Sarebbe una lettura completamente sbagliata della ricerca.
Quella cifra è una media.
Serve per osservare il mercato.
Non per costruire automaticamente un listino.
Come dovrebbe usare questi dati un parrucchiere
La ricerca può invece servire a porsi alcune domande.
1. Quanto sono distante dal mio mercato?
Il mio prezzo è molto sopra o molto sotto rispetto a saloni comparabili?
2. Il mio prezzo è coerente con la mia immagine?
Se comunico un posizionamento alto ma sono tra i più economici della zona, può esserci una contraddizione.
3. Conosco il margine del servizio?
Quanto guadagno realmente su una piega?
Non quanto incasso.
Quanto rimane.
4. Che ruolo ha la piega nel mio salone?
È un servizio profittevole?
Un servizio di fidelizzazione?
Un servizio di acquisizione?
Un servizio che genera cross-selling?
5. Quando ho rivisto l’ultima volta il listino usando dati reali?
Non perché “era ora”.
Ma partendo da costi, produttività, mercato e posizionamento.
Il listino non è un foglio con dei numeri
Uno dei problemi più frequenti nel settore è considerare il listino come qualcosa di secondario.
Lo si aggiorna ogni tanto.
Si aggiungono due euro.
Si guarda cosa fanno i concorrenti.
Si cerca di non spaventare la cliente.
Ma il listino è uno dei principali strumenti economici del salone.
Un prezzo sbagliato moltiplicato per centinaia o migliaia di servizi può incidere in modo importante sul risultato annuale.
E può farlo senza che il titolare se ne accorga.
Il mercato osservato va da circa 8 a 53 euro
Nel panel abbiamo osservato prezzi che vanno da circa 8 euro fino a 53 euro.
Lo scarto è enorme.
E racconta perfettamente la frammentazione del settore.
Dentro la parola “parrucchiere” convivono modelli imprenditoriali profondamente differenti.
Non esiste un solo mercato hair.
Esistono molti mercati.
Molti target.
Molte fasce di prezzo.
Molti modi diversi di vendere lo stesso servizio.
Dal primo panel ai 532 saloni
È proprio qui che questa ricerca si collega direttamente al precedente articolo.
La prima rilevazione aveva una funzione precisa.
Capire se il tema meritava di essere approfondito.
La risposta è stata sì.
Per questo il piccolo panel iniziale è stato ampliato fino a 532 saloni.
Questa seconda rilevazione completa quindi il lavoro iniziato con il primo studio e pone le basi per trasformare questa analisi in qualcosa di più strutturato.
Un vero monitoraggio periodico dei prezzi del settore hair.
Le considerazioni finali della Redazione MDP
Alla fine di questa prima ricerca nazionale ci restano alcune convinzioni.
1. In Italia non esiste un unico mercato della piega
Le differenze territoriali sono troppo importanti.
Ma ancora più importanti sono le differenze tra modelli di salone.
Guardare soltanto la media nazionale sarebbe quindi un errore.
2. Il prezzo continua a essere uno dei grandi temi irrisolti del settore
Molti parrucchieri parlano continuamente di qualità.
Di formazione.
Di tecnica.
Di prodotti.
Molto meno spesso parlano seriamente di prezzo e marginalità.
Eppure è qui che passa buona parte della sostenibilità economica di un salone.
3. Prezzo basso non significa necessariamente poca qualità
Questa associazione sarebbe troppo semplice.
Esistono modelli efficienti che lavorano su frequenza e volume.
Ma il prezzo deve essere una scelta consapevole.
Non una paura.
4. Prezzo alto non significa automaticamente posizionamento alto
Il valore va costruito.
E soprattutto deve essere percepito dalla cliente.
Il listino da solo non crea un salone premium.
5. Serve più cultura del dato nel settore hair
Questa è probabilmente la conclusione più importante.
Il settore ha bisogno di più dati.
Prezzi.
Margini.
Ticket medio.
Frequenza.
Produttività.
Costi.
Dimensioni.
Tendenze.
Comportamenti della clientela.
Senza numeri si continua a decidere troppo spesso per impressioni.
Questa ricerca è una conclusione. Ma anche un nuovo punto di partenza
La ricerca iniziata con un piccolo campione arriva oggi a 532 saloni.
È un salto importante.
E segna la conclusione della prima indagine MDP dedicata al prezzo della piega in Italia.
Ma non consideriamo questo dato definitivo.
L’obiettivo dell’Osservatorio MDP sarà continuare ad ampliare il panel e aggiornare nel tempo le rilevazioni.
In questo modo sarà possibile capire non soltanto quanto costa oggi una piega.
Ma anche:
quanto cambiano i prezzi;
quali città aumentano di più;
come evolve il divario territoriale;
come si muovono i saloni premium;
quanto incidono promozioni e piattaforme;
come cambia il valore percepito dei servizi.
Perché il punto non è dire a un parrucchiere quale prezzo deve applicare.
Il punto è dargli più informazioni per decidere.
E questa prima ricerca nazionale ci lascia una conclusione molto semplice.
La piega non è soltanto un servizio nel listino.
È un piccolo indicatore di come un salone decide di stare sul mercato.
E spesso, dentro quel prezzo, c’è molto più del costo di shampoo, spazzola e phon.
C’è una scelta di posizionamento.
C’è un modello di business.
E c’è, soprattutto, il valore che il salone riesce a far percepire alla propria cliente.
La Redazione de Il Magazine del Parrucchiere
PARTECIPA AL PROSSIMO AGGIORNAMENTO DELL’OSSERVATORIO MDP
Quanto costa una piega nel tuo salone?
E il prezzo medio della tua regione ti sembra realistico?
Scrivici indicando città e prezzo della piega.
Le segnalazioni dei parrucchieri potranno contribuire alle prossime rilevazioni dell’Osservatorio MDP.
Scarica il file completo della ricerca QUI













