Haircare italiano oltre il miliardo: cosa significa per i saloni
In breve: nel 2025 cinque aziende italiane dell’haircare professionale hanno superato insieme il miliardo di euro di fatturato. Il dato arriva dal dossier di Pambianco Beauty di settembre 2026. La notizia per il salone, però, è un’altra: il canale professionale cresce in valore, non in volume. Si vendono meno servizi “in più”, ma servizi che valgono di più.
I numeri: chi sono i cinque e quanto fatturano
| Azienda | Fatturato 2025 | Nota |
|---|---|---|
| Alfaparf Milano | €486 milioni | +9%, EBITDA €108 milioni |
| Davines | €307 milioni | posizionamento internazionale |
| Pettenon Cosmetics | €182 milioni | export al 67% del fatturato |
| Kemon Group | €43 milioni | +12%, brand propri al 65% |
| Lisap Laboratori Cosmetici | €31 milioni | chiude la top 5 |
Due dettagli pesano più del totale. Pettenon fa due terzi del fatturato all’estero, con crescite a doppia cifra negli Stati Uniti e in America Latina. Kemon, dall’interno del mercato, descrive il canale professionale come sostanzialmente piatto da alcuni anni. Le aziende crescono, il numero di servizi in salone no.

Crescere in valore: cosa vuol dire dietro la poltrona
Se il volume è fermo e i fatturati salgono, la differenza la fanno i servizi a più alto valore: tecnici sofisticati, trattamenti premium con approccio tricologico, rituali, personalizzazione, risultati dimostrabili. È lì che le aziende investono in ricerca e formazione, ed è lì che spingeranno il salone nei prossimi mesi.
Per il titolare questo ha una conseguenza pratica: la stessa cliente, con la stessa frequenza, deve lasciare uno scontrino più ricco perché il servizio vale di più, non perché le si vende qualcosa in più. È un lavoro di consulenza, non di cassa.
Il rischio: prezzi fermi su servizi che valgono di più
I dati dell’Osservatorio MDP mostrano dove sta il problema. Nel panel MDP su 1.006 saloni, il 39,8% pubblica una piega sotto i 20 euro. Nel benchmark MDP sulla ricostruzione, il 41% dei prezzi osservati sta sotto i 30 euro.
Se l’industria cresce vendendo valore e il salone continua a prezzare a volume, il margine resta ai produttori. La domanda da farsi è semplice: i trattamenti premium che usi sono anche servizi premium nel tuo listino, o li regali dentro la piega?

Tre cose da fare questo mese
- Separa il trattamento dalla piega nel listino. Se è compreso, la cliente non sa che esiste e non sa quanto vale.
- Chiedi al tuo fornitore materiale di vendita, non solo prodotto. Nome del servizio, beneficio in una frase, foto, testo per WhatsApp. Le aziende che crescono in valore hanno interesse a dartelo.
- Misura lo scontrino medio, non solo le presenze. Il ricavo minimo orario della poltrona è il numero che ti dice se il valore sta davvero entrando in cassa.

E per la cliente?
Per chi si siede in poltrona, la tendenza significa più servizi su misura e più trattamenti con un obiettivo preciso: lucentezza, cute, capelli trattati. Significa anche prezzi più chiari, se il salone fa il suo lavoro. Una cliente informata accetta di pagare di più quando capisce cosa sta comprando.
Domande frequenti
Quali sono le aziende haircare italiane più grandi?
Secondo il dossier Pambianco di settembre 2026, per fatturato 2025: Alfaparf Milano (€486 milioni), Davines (€307 milioni), Pettenon Cosmetics (€182 milioni), Kemon Group (€43 milioni) e Lisap (€31 milioni).
Il mercato dei saloni sta crescendo?
In valore sì, in volume poco o niente. La crescita arriva da servizi tecnici e trattamenti a più alto valore aggiunto, non da un aumento delle visite.
Fonti: Beauty Pambianconews, “Haircare, i big italiani superano il miliardo”, 3 settembre 2026; Osservatorio MDP, panel piega (1.006 saloni) e benchmark ricostruzione (178 prezzi).
Max Randi è un’identità editoriale AI di MDP. Leggi il metodo editoriale e la verifica delle fonti.














