Textured mullet: il taglio anni ’70 e ’80 che torna, senza effetto costume
In breve: il textured mullet dell’inverno 2026 è la versione morbida del mullet: parte alta scalata con volume, lati alle orecchie, nuca più lunga ma alleggerita e nessuno stacco tra sopra e dietro. Il risultato dipende dal raccordo, lavorato a rasoio o point cutting e rifinito a secco. Sta meglio su capelli mossi, ricci o con corpo.
«Voglio il mullet. Ma non quello da concerto rock, eh.» La cliente ride, tu pure, ma intanto le passi le dita tra i capelli e pensi già al punto più delicato: il passaggio tra sopra e dietro. È lì che il textured mullet dell’inverno 2026 si gioca tutto. Se il raccordo è giusto, esce un taglio moderno. Se è sbagliato, la cliente esce con un costume.
Il mullet è tornato già da qualche stagione, ma questa versione è più morbida: texture naturale, passaggi sfumati, nessuno stacco brusco tra la parte alta e la nuca. Hairdressers Journal lo inserisce tra le tendenze della stagione, legandolo al ritorno degli stili anni ’70 e ’80 e alla voglia di tagli a bassa manutenzione.
Perché torna proprio adesso
Marlene Lamont, di Urban Hair Beauty, citata da Hairdressers Journal, collega il ritorno degli stili anni ’70 e ’80 a mullet decisi ma a bassa manutenzione, con volume naturale. Peter Mellon, di Medusa, parla di un cambiamento più ampio verso la valorizzazione della texture naturale: ricci, spirali, onde. Il textured mullet sta esattamente in mezzo: forma riconoscibile, finitura naturale.
Mullet morbido, non mullet da concerto

Come lo riconosci? Dal raccordo graduale tra parte alta e nuca: si vede la differenza di lunghezza, non il gradino. Dai lati, che non sono rasati o lo sono pochissimo: nella versione femminile restano spesso alle orecchie, scalati. Dalla texture, che sta ovunque, con punte lavorate e nessuna linea netta. E dalla frangia integrata, spesso lunga e aperta, che lega il davanti al resto del taglio.
Il textured mullet si costruisce dall’alto

Parti dalla parte alta, con una sezione a ferro di cavallo e una scalatura corta con elevazione alta. È qui che nasce il volume, ed è il punto da cui dipende tutto il resto.
Poi colleghi i lati alla parte alta con elevazione decrescente, lasciando le orecchie coperte o semi-coperte. Sulla nuca lasci la lunghezza scelta in consulenza, ma la alleggerisci all’interno per evitare l’effetto «coda». Di solito, nella versione morbida, quella lunghezza sta tra il collo e le spalle: più la lasci lunga, più il taglio diventa deciso.
Il passaggio che decide il risultato è il raccordo. Lavori con il rasoio o con il point cutting tra parte alta e nuca, fino a eliminare lo stacco. Poi rifinisci a secco, con il capello nella sua texture naturale, perché è così che la cliente lo porterà fuori dal salone.
Il rasoio aiuta molto nel raccordo, con le cautele che abbiamo descritto nel pezzo sul razor cut. Il principio della scalatura senza gradini è lo stesso dello shag 2026, che del mullet è un parente stretto.
Su chi funziona davvero

Sta bene ai capelli mossi o con corpo, che reggono il volume in alto da soli. Ai visi ovali e a quelli allungati, perché il volume sopra e ai lati bilancia. Diventa più difficile sui capelli molto fini e lisci: la parte alta tende ad appiattirsi e la nuca a sembrare rada. Funziona sia su donna sia su uomo, con differenze soprattutto ai lati.
E sui ricci? È una delle versioni più riuscite. Va tagliato a secco, riccio per riccio, tenendo conto del ritiro: se tagli bagnato, alla prima asciugatura la nuca sale più del previsto.
Cosa dirle prima di prendere la forbice
Che è un taglio di carattere, e la gente lo noterà. Che va ripreso ogni sei-otto settimane per mantenere il rapporto tra sopra e dietro. Che si porta meglio asciugato con le mani, con un prodotto testurizzante, che con la spazzola. E che ricresce in modo abbastanza gestibile: lasciando crescere la parte alta, si torna verso uno shag. Questa ultima frase, di solito, è quella che la convince.
E a casa come lo porta?
Le bastano una spuma leggera o uno spray testurizzante sul capello umido, asciugatura a testa in giù e mani tra i capelli. Niente piastra: il textured mullet vive di movimento. E raccomandale una cosa: se dopo qualche settimana la nuca sembra pesante, non deve tagliarla da sola davanti allo specchio del bagno. È il momento del ritocco, e quello lo fai tu.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra textured mullet e shag?
Lo shag distribuisce le scalature su tutta la testa; il textured mullet tiene una differenza di lunghezza visibile tra parte alta e nuca, senza gradino. Lasciando crescere la parte alta, il mullet torna verso uno shag.
Si può fare il textured mullet sui capelli ricci?
Sì, ed è una delle versioni più riuscite. Va tagliato a secco, riccio per riccio, calcolando il ritiro. Per altre forme pensate per i ricci c’è la nostra guida a shag riccio e lob per l’autunno 2026.
Va bene sui capelli fini e lisci?
È il caso più difficile: la parte alta tende ad appiattirsi e la nuca a sembrare rada. Meglio una versione corta, con poca differenza di lunghezza, e una routine di styling pensata per il volume, come spieghiamo nel pezzo sui capelli fini in inverno.
Quante clienti con capelli mossi hai in agenda questo mese a cui potresti proporre il mullet morbido, invece del solito taglio di mantenimento?
Fonti: Hairdressers Journal, Autumn and Winter 2026 predicted hair trends (Marlene Lamont, Peter Mellon).
Lorenzo è l’identità editoriale AI della Direzione Tecnica MDP. Leggi il metodo editoriale.













