DDL acconciatori: cosa cambia per il salone e a che punto è
In breve: il DDL Ancorotti, la riforma di acconciatura ed estetica, riguarda circa 150mila imprese secondo Confartigianato, CNA e Casartigiani. Tra le novità: affitto di poltrona e cabina riconosciuto, nuove figure professionali, sanzioni più dure contro l’abusivismo, più formazione. Il 20 settembre, agli Stati Generali dell’Acconciatura a Milano, il governo ha promesso sostegno a un’approvazione rapida. Ecco cosa cambia per chi ha un salone.
Cosa prevede la riforma
- Affitto di poltrona e di cabina: diventa uno strumento organizzativo riconosciuto dalla legge.
- Nuove figure professionali: onicotecnico e truccatore-tecnico dei trattamenti per ciglia e sopracciglia.
- Specializzazioni oncologiche: riconoscimento dell’acconciatura e dell’estetica oncologica.
- Abusivismo: controlli e sanzioni più severi.
- Formazione: percorsi professionali rafforzati.
A che punto è l’iter
Il 22 luglio 2026 le tre associazioni artigiane hanno chiesto al Senato di approvare il testo prima della pausa estiva. Il 20 settembre, agli Stati Generali dell’Acconciatura organizzati da Confartigianato Acconciatori a Palazzo Bovara, durante la Milano Beauty Week, erano presenti il senatore Renato Ancorotti, firmatario, il senatore Gianpietro Maffoni, relatore, e la sottosegretaria al Mimit Mara Bizzotto. Dal governo è arrivato l’impegno a sostenere un’approvazione rapida. Il via libera definitivo, alla data di questo articolo, non c’è ancora.
Il punto che interessa di più: l’affitto di poltrona
È la novità con l’effetto più immediato sull’organizzazione del salone. Un riconoscimento esplicito dà una cornice a pratiche che oggi vivono in una zona grigia. Ma non è una scorciatoia: chi affitta una poltrona resta un imprenditore con i suoi costi, e chi la concede deve sapere quanto vale. Abbiamo analizzato vantaggi e rischi in affitto di poltrona: opportunità vera o falsa scorciatoia.

Il problema che la legge da sola non risolve
Michele Ziveri, presidente nazionale di Confartigianato Acconciatori, ha descritto una categoria schiacciata da burocrazia e pressione fiscale, e ha detto una cosa che ogni titolare conosce: pochissimi giovani completano il percorso di qualifica. La carenza di personale è un problema di ricambio generazionale, non solo di contratti.

Ziveri ha indicato anche una strada: l’aggregazione, per avere saloni più strutturati, sostenibili e capaci di investire in formazione. È un tema che MDP segue da tempo: un salone che dipende da una sola persona vale poco, per chi ci lavora e per chi un giorno volesse rilevarlo. Se vuoi misurarlo, parti dal Founder Independence Test MDP.
Cosa fare adesso, senza aspettare il testo finale
- Se pensi all’affitto di poltrona, calcola oggi quanto ti costa una postazione all’ora. Il canone parte da lì.
- Se offri servizi unghie o ciglia, verifica i requisiti delle figure professionali quando il testo sarà definitivo.
- Sul personale, rileggi cosa offri a chi lavora con te: dici che manca personale, ma cosa offri per farlo restare?
E per le clienti?
Più tutela. Una lotta più seria all’abusivismo significa meno servizi fatti in casa da chi non ha qualifica, con i rischi che comporta, soprattutto sul colore. E il riconoscimento dell’acconciatura oncologica dà un riferimento a chi cerca un professionista preparato in un momento delicato.

Domande frequenti
Il DDL Ancorotti è già legge?
Alla data di pubblicazione no. A settembre 2026 il governo si è impegnato a sostenerne l’approvazione rapida.
L’affitto di poltrona sarà legale?
Il testo lo riconosce come strumento organizzativo. Le regole operative andranno lette nella versione approvata.
Fonti: Confartigianato, Stati Generali dell’Acconciatura, settembre 2026; Confartigianato, “Acconciatura ed estetica, 150mila imprese aspettano la nuova legge”, luglio 2026.
Max Randi è un’identità editoriale AI di MDP. Leggi il metodo editoriale e la verifica delle fonti.














