Alzare i costi dello staff e tagliare i prodotti? La formula dei guru per farti fallire col sorriso
Aprite Instagram, Facebook o TikTok e troverete sempre il fenomeno di turno che vi spiega come gestire le vostre aziende senza aver mai preso in mano una spazzola o, peggio ancora, senza aver mai pagato un F24 in vita sua.
L’ultima perla che mi capita di sentire sempre più spesso dai vari “saggi” del web è un grande classico del marketing motivazionale. Il concetto che provano a vendere è più o meno questo: per sistemare i margini di un salone, dovete smettere di preoccuparvi del costo del team e, anzi, dovete alzarlo, concentrando invece i tagli sui prodotti utilizzati. Insomma, far lievitare le spese fisse per le persone e stringere la cinghia sulle materie prime.
Detta così, con il tono di chi ha scoperto il segreto dell’universo, sembra una genialità. Peccato che, quando apri Excel e inserisci i numeri veri di un salone italiano, questa teoria si sciolga come neve al sole.
Facciamo chiarezza una volta per tutte. Sono Max Randi, e con Il Magazine del Parrucchiere i bilanci dei saloni li vedo e li analizzo ogni singolo giorno. Posiamo i manuali di crescita personale e prendiamo in mano la calcolatrice della serva. Quella che non mente mai.
Lo scenario reale: Numeri alla mano
Prendiamo un salone medio sano, che fattura 150.000 euro all’anno. Come sono distribuiti i costi veri?
- Costo del personale (fissi + variabili): Viaggia solitamente intorno al 35-40% del fatturato. Diciamo il 38%. Parliamo di 57.000 euro.
- Costo dei prodotti (magazzino, uso tecnico, rivendita): Incide storicamente tra l’8% e il 12%. Teniamoci nel mezzo, facciamo il 10%: 15.000 euro.
- Altri costi di struttura (Affitto, utenze, marketing, commercialista, tasse, ammortamenti): Circa 50.000 euro.
Cosa resta in tasca al titolare come utile aziendale prima delle tasse personali? Circa 28.000 euro (un margine del 18,6%). Un salone che sta in piedi e produce ricchezza.
La “Cura” del Guru: L’inizio del disastro
Adesso applichiamo la regola magica: aumentiamo i costi per le persone e tagliamo quelli dei prodotti. Cosa significa concretamente?
Se aumenti il costo del personale (magari assumi una persona in più prima del tempo o alzi le retribuzioni senza un piano rigido legato alla produttività reale), la voce stipendi ti schizza facilmente del 15% in più. Quei 57.000 euro diventano 65.550 euro. Un aumento netto di 8.550 euro di uscite fisse.
Per compensare, decidi di dare retta al formatore e tagli del 20% la spesa del magazzino. Come fai? Semplice: compri prodotti meno cari, sacrifichi la qualità con i fornitori, o inizi a contare i milligrammi di colore nelle ciotole.
Risparmio sui prodotti: il 20% di 15.000 euro sono 3.000 euro. Il costo dei prodotti scende a 12.000 euro.
Facciamo il nuovo totale:
- Fatturato: 150.000 euro (ammesso che i clienti restino, ma ci arriviamo dopo).
- Nuovo Costo Personale: 65.550 euro (+8.550 euro)
- Nuovo Costo Prodotti: 12.000 euro (-3.000 euro)
- Altri costi: 50.000 euro (invariati)
Nuovo Utile: 22.450 euro.
Complimenti. Avete seguito il consiglio illuminato, vi siete presi in carico nuove e più pesanti uscite fisse, e vi siete messi in tasca 5.550 euro in meno rispetto a prima. Il vostro margine è crollato dal 18,6% al 14,9%.
Il danno collaterale (le allucinazioni nei conti)
I numeri non si fermano qui. C’è un’allucinazione di fondo pazzesca in questa teoria. Se tagli le spese dei prodotti del 20% acquistando linee low-cost, stai abbattendo la qualità del servizio.
Se usi un colore scadente per risparmiare, la cliente se ne accorge. I capelli si seccano, la copertura dei bianchi peggiora, il riflesso sparisce dopo due lavaggi. Risultato? Il fatturato l’anno successivo non sarà più di 150.000 euro, ma crollerà a 130.000 euro perché le clienti non tornano.
E con un costo del personale blindato a 65.550 euro, siete ufficialmente in perdita. Siete andati a gambe all’aria seguendo un consiglio acchiappa-like.
Come stanno davvero le cose
Il business non si fa con gli slogan, si fa con l’efficienza.
I costi del personale non vanno “aumentati” a prescindere: vanno ottimizzati. Se decido di spendere di più per i collaboratori, devo farlo perché quella spesa mi genera un ritorno immediato in termini di produttività oraria e fiches medie. Ogni euro investito in un dipendente deve portarne almeno tre di fatturato aggiuntivo.
I costi dei prodotti non vanno abbattuti comprando spazzatura, ma eliminando gli sprechi al lavatesta, ruotando il magazzino in modo intelligente e smettendo di fare favori ai rappresentanti riempiendovi di roba che non usate. Il prodotto di eccellenza è lo strumento tecnico che permette al vostro personale di lavorare meglio, garantire risultati perfetti e giustificare un listino prezzi adeguato.
Quindi, la prossima volta che vi propinano formule magiche che vi invitano a caricare la voce uscite fisse e svalutare le materie prime, fate un favore alla vostra cassa: spegnete il telefono, aprite il conto economico e date retta solo ai numeri.










