Bob 2026: Perché o ti aggiorni o sei fuori dai giochi
Ragazzi, parliamoci chiaro: il Bob è il “prodotto” del 2026
Se guardi i dati, non c’è storia. La gente non cerca “un taglio”, cerca il Bob. Ma attenzione, perché il mercato è cambiato: oggi il cliente arriva informato, ha già visto tutto su Discover e vuole quel risultato lì. Punto. Se non sai declinarlo, sei invisibile.
1. Wavy & Soft Airy: La vittoria della praticità
Il Wavy Bob è il Re perché risolve un problema: il tempo. La gente vuole essere figa ma non ha mezz’ora per la piega. Tecnicamente, dobbiamo lavorare di scalatura intelligente. Il Soft Airy? È la stessa filosofia: meno peso, più aria, più stile. È un taglio che “lavora” da solo.

2. Liquid Bob e la fissa per la qualità
Qui entriamo nel campo della “Skinification”. Il Liquid Bob spacca perché comunica salute. Se il capello non brilla, il taglio non esiste. È un gioco di precisione estrema, ma soprattutto di preparazione del materiale. Se non curi la base, non vendi il risultato. Semplice.

3. Ibridazione: Pixie e Butterfly
Poi c’è chi vuole distinguersi. Il Butterfly Bob è per chi vuole volume senza rinunciare alla cornice del viso.

Il Pixie Shaggy? È per chi ha carattere e vuole un corto che non sia “il solito corto”. Sono nicchie, ma nicchie che pagano bene se sai come interpretarle.

Il mio take finale
Inutile girarci intorno: o cavalchi questi trend o li subisci. Il parrucchiere oggi deve essere un po’ un analista: guarda cosa si muove, capisce la tecnica dietro il desiderio e la applica in salone con velocità. La domanda c’è, i clic ci sono. Voi siete pronti a consegnare?
A cura di Lorenzo, Direttore Tecnico MDP









