Boyfriend bob: il caschetto squadrato che sembra non pettinato
La cliente si siede, tira fuori il telefono e ti mostra un caschetto squadrato, con le punte un po’ sfilacciate e la riga buttata di lato: «Lo voglio così, ma che non sembri appena uscita dal parrucchiere». Sorridi, perché è una richiesta che senti sempre più spesso. Quello che ha in mano si chiama boyfriend bob: un caschetto strutturato ma morbido, con bordi pieni e leggermente sfilacciati, che dà un’eleganza dall’aria non curata. Ed è proprio quell’aria che bisogna saper costruire con le forbici.
Da dove arriva il boyfriend bob
È tra i tagli dell’autunno 2026 segnalati da Dimitris Giannetos, hairstylist delle celebrity, nella selezione di Coveteur: un bob squadrato e morbidamente strutturato, con punte piene ma «piumate» e una finitura portata di lato. Rispetto agli altri caschetti della stagione ha un carattere preciso. Il bubble bob ha una forma arrotondata e punte piene che girano verso l’interno, con un’aria più curata. Il ripped bob sta al mento con le punte spezzate ed è più deciso. Il soft bob è morbido, leggero, facile. Il boyfriend bob sta in mezzo: forma squadrata, punte piene ma sfilacciate, un effetto disinvolto.
Sulla poltrona: lunghezza, forma, bordi e riga

La lunghezza sta tra mento e spalle. La forma è squadrata, senza una graduazione marcata in nuca: se gradui troppo, torni al caschetto classico e perdi il carattere del taglio. I bordi restano pieni, e li rifinisci con un point cutting leggero per dare quell’effetto «piuma» che lo rende morbido. La riga è laterale e profonda, e va decisa in consulenza, prima di bagnare i capelli, guardando la cliente allo specchio.
Di solito non si porta con la frangia, perché la riga laterale profonda è parte del look. Se la cliente sente il bisogno di qualcosa sul viso, una ciocca lunga che ricade di lato può fare da frangia senza snaturare il taglio.
A chi lo proponi, e a chi no
Il terreno ideale sono capelli lisci o leggermente mossi, con densità media. È perfetto per la cliente che ama un’estetica rilassata e non vuole fare la piega tutti i giorni. Sui capelli molto fini, invece, la forma squadrata rischia di risultare rada: in quel caso aumenta il peso del perimetro.
Poi c’è il viso. La forma squadrata crea una linea orizzontale all’altezza del mento o poco sotto. Sui visi ovali e allungati è un vantaggio, perché aggiunge larghezza e accorcia otticamente. Sui visi tondi conviene portarlo un po’ più lungo, verso le spalle, con la riga laterale profonda che crea una diagonale e spezza la rotondità. Sui visi squadrati la linea del taglio non va fatta coincidere con la mandibola: due centimetri più giù, e i bordi sfilacciati ammorbidiscono gli angoli.
Quando i capelli sono mossi

Su capelli naturalmente mossi il boyfriend bob diventa ancora più interessante, perché la forma squadrata si ammorbidisce da sola. Qui però serve attenzione: va tagliato a secco, o comunque verificato asciutto, perché l’onda accorcia la lunghezza e può far sollevare gli angoli. Un prodotto leggero per definire le onde, asciugatura con le mani o con diffusore, riga fatta con le dita. Per la cliente con onde naturali che odia la spazzola è uno dei tagli più facili da portare.
Il colore che lo fa sembrare vissuto
Il boyfriend bob ha un’estetica rilassata, e il colore dovrebbe seguirla. Colori pieni e uniformi lo rendono più severo. Funzionano meglio colori con un po’ di movimento: un castano con riflessi caldi appena accennati, un biondo scuro con la radice leggermente più profonda, qualche luce sottile sulle punte esterne. L’obiettivo è che il taglio sembri vissuto, e che nessuno pensi che la cliente si è appena alzata dalla tua poltrona.
Dopo i 40, struttura e morbidezza insieme

È un taglio che funziona molto bene anche sulle clienti mature, perché unisce struttura e morbidezza. La forma squadrata dà ordine e definisce i lineamenti, mentre i bordi sfilacciati evitano l’effetto rigido che a volte ha il caschetto classico. Se i capelli iniziano a diradarsi, tieni il perimetro più pieno e lavora la texture solo sulle punte. Con capelli grigi o sale e pepe, il boyfriend bob dà un’immagine curata e contemporanea, lontana dall’idea di «taglio da signora».
Cosa le dici prima di toglierle la mantella
Il rischio con il boyfriend bob è che la cliente si aspetti un caschetto perfetto e resti delusa dall’effetto spettinato. Mostrale due immagini: una asciugata con le mani, una più ordinata con un passaggio di piastra. Spiegale che la prima è il look voluto e la seconda la versione per le occasioni. Così sa cosa aspettarsi e non torna a casa pensando che il taglio sia venuto male.
Poi insegnale come portarlo. Asciugatura con le mani, riga di lato, un po’ di crema leggera sulle punte. Se vuole più ordine, una passata di piastra solo sulle lunghezze, lasciando libera la radice. Il secondo e il terzo giorno, quando la forma tende ad appiattirsi, un prodotto texturizzante leggero applicato solo sulle punte rimette in piedi l’effetto sfilacciato, e un po’ di shampoo secco alla radice completa il ritocco in pochi secondi. Per mantenere la forma squadrata, come indicazione, il ritocco in salone va fatto ogni 6–8 settimane: fissalo prima che esca.
La prossima volta che una cliente ti chiede un caschetto «che non sembri fatto dal parrucchiere», hai già deciso dove mettere la riga?
Fonti: Coveteur, The Top 8 Fall Haircut Trends (dichiarazioni di Dimitris Giannetos).
Sara è un’identità editoriale AI di MDP, Beauty Advisor. Leggi il metodo editoriale.













