Milano Fashion Week SS27: i capelli cambiano tono tra texture naturali, wet look e raccolti bassi
Milano, 28 settembre 2026. La Milano Fashion Week dedicata alle collezioni Primavera-Estate 2027 si svolge dal 22 al 28 settembre. Dai backstage e dalle passerelle emergono linguaggi diversi: texture naturali e mosse, volumi volutamente irregolari, finish wet e raccolti bassi senza rigidità. Le sfilate di The Attico, Sportmax, Missoni, Max Mara, Prada e Diesel mostrano che il capello curato non deve per forza apparire levigato o identico su tutte.
Il dato comune non è un singolo taglio o una sola acconciatura. È il modo di lavorare la superficie: rispettare la texture, lasciare qualche ciocca libera, alternare opaco e lucido e rendere riconoscibile il gesto dello styling.

The Attico: sette identità, dal naturale al wet
Per la collezione Primavera-Estate 2027, presentata il 25 settembre, l’hairstylist Jewara Wauchope ha realizzato sette interpretazioni diverse. Vanity Fair riporta capelli sciolti e texturizzati, frange corte, pixie androgini, caschetti wet e onde lucide, con un’imperfezione intenzionale. La scelta accompagna l’idea di personaggi distinti e di individualità, invece di uniformare tutte le modelle con un unico look.
Sportmax: chignon wet e ricci rispettati
Nel backstage Sportmax, Damien Boissinot ha raccontato di essersi ispirato a capelli bagnati raccolti in uno chignon fermato con una pinza. Il look principale era un raccolto semplice, tirato indietro e leggermente disordinato; sui capelli naturalmente ricci, invece, la texture è stata mantenuta e il volume amplificato. Era presente anche una variante più liscia e bassa. Il wet finish, quindi, non richiede necessariamente una superficie perfettamente piatta.

Missoni: coda bassa e movimento naturale
Per Missoni, Boissinot ha descritto un’immagine spontanea, come dopo una giornata all’aria aperta. Le texture e i ricci naturali sono stati rispettati; i capelli sono stati raccolti in una coda molto bassa, con una finitura asciutta e ciocche lasciate cadere sul viso. Le onde sono state definite senza trasformarle nel boccolo compatto e uniforme. È un’indicazione precisa: il finish può essere lavorato, ma deve conservare movimento.

Max Mara: onde morbide e raccolto-nido
Odile Gilbert e il team Wella Professionals hanno proposto due look principali: un mosso appena accennato e uno chignon morbido, imperfetto, fermato con piccole mollette. Vanity Fair segnala anche code mosse con i lati portati indietro e l’elastico lasciato visibile. Il backstage ha descritto un uso contenuto dei prodotti, con l’obiettivo di non irrigidire i capelli né cancellarne il movimento.
Prada: cotonatura e ciuffi wet
Sulla passerella Prada, osserva Vanity Fair, i capelli alternavano cotonature volutamente arruffate e dall’aspetto asciutto a onde più composte e ciuffi effetto wet. Amica documenta inoltre tagli corti con il ciuffo sollevato e finish lucido. Il messaggio visivo è il contrasto: la texture non rifinita convive con dettagli lucidati e costruiti.
Diesel: capelli vissuti e slick back
La cronaca beauty di Vanity Fair descrive per Diesel capelli vissuti, in parte wet e pettinati all’indietro, con un effetto che richiama il sudore. Si tratta di un look di passerella costruito per l’atmosfera sensuale dello show; non è un invito a riprodurre alla lettera una finitura trascurata, ma un esempio di come lucentezza e disordine possano coesistere nello styling.
Cosa può arrivare davvero in salone: la lettura MDP
Interpretazione MDP, distinta dai fatti osservati in passerella: i gesti più trasferibili sono la coda bassa, lo chignon morbido, qualche ciocca libera e una definizione che segue la texture personale. Per proporli in salone conviene partire da densità, riccio, abitudini e tenuta desiderata dalla cliente. Il wet look pieno e la cotonatura molto marcata sono invece scelte più caratterizzate: funzionano come spunto o per occasioni specifiche, ma non sono automaticamente richieste quotidiane.
Per il professionista, la notizia di Milano è soprattutto un invito a modulare il finish: meno controllo uniforme, più scelta tra opaco, lucido e naturale in base alla persona. Le passerelle indicano possibilità; sarà il dialogo in salone a stabilire quali diventeranno servizi richiesti.












