Il ghosting professionale nel settore hair: perché sparire dopo aver chiesto un progetto è una sconfitta per tutti
In anni di lavoro alla guida de Il Magazine del Parrucchiere ho visto cambiare le strategie di marketing, i linguaggi della comunicazione e i modelli di business. Lavorare a stretto contatto con aziende, brand e professionisti in tutta Italia ti insegna ad adattarti rapidamente a un mercato dinamico. Eppure, esiste una pratica sempre più diffusa che continuo a trovare inaccettabile: il ghosting professionale nel settore hair.
Tutto inizia sempre allo stesso modo. Arriva una chiamata o una mail ad alta priorità. L’interlocutore è carico, ha una nuova linea di prodotti da lanciare, un format da posizionare o un evento da spingere sul mercato. Chiede una collaborazione strategica con la nostra testata web, sottolineando l’urgenza di ricevere una proposta strutturata.
A quel punto parte il lavoro vero. Chi opera seriamente nel B2B sa bene che non basta inviare un listino prezzi precompilato. Per creare valore reale per un brand che si rivolge ai professionisti del settore hair, serve studiare l’azienda, analizzare il suo target, investire ore di lavoro per elaborare un progetto su misura che integri visibilità web, contenuti tecnici e strategia comunicativa. Prepari il piano, lo rifinisci e lo invii nei tempi concordati.
Poi, cala il buio.
Le mail di follow-up restano senza risposta. Le chiamate squillano a vuoto o finiscono invariabilmente in segreteria. Quel manager, quell’imprenditore o quel responsabile marketing che fino a tre giorni prima ti cercava con la frequenza di uno stalker, svanisce improvvisamente nel nulla.
Il punto centrale non è la mancata chiusura dell’accordo. Chiunque faccia impresa nel mercato hair sa benissimo che i budget subiscono tagli improvvisi, che le strategie di brand cambiano in corsa o che, molto più semplicemente, una proposta può non convincere chi ha il potere di firma. Ricevere un “no, grazie, abbiamo deciso di investire altrove” oppure “il progetto non rientra nelle nostre attuali disponibilità economiche” fa parte delle regole del gioco. È normale, è sano ed è professionalmente corretto.
Quello che non si può tollerare è la totale mancanza di educazione e di rispetto per il tempo altrui. Sparire senza dare un riscontro significa considerare lo studio, le competenze e le ore di lavoro di un’altra realtà come qualcosa di gratuito e scontato, da consumare a piacimento senza avvertire il minimo obbligo morale di una risposta.
Il settore hair italiano è un mercato grande, ma incredibilmente interconnesso. Le notizie girano veloce, le reputazioni si costruiscono in decenni ma possono sgretolarsi in pochi mesi a causa di comportamenti scorretti. Un brand che gestisce i rapporti con i partner editoriali o commerciali attraverso il silenzio e la fuga, molto probabilmente riserverà la stessa superficialità gestionale anche ai parrucchieri e ai titolari di salone che serve ogni giorno.
Il modo migliore per gestire chi sparisce è prenderne atto con estrema lucidità. Quando un interlocutore sceglie la via del silenzio, ti sta dando un’informazione preziosa sul suo modo di fare impresa: ti sta dimostrando che non è un soggetto affidabile. La soluzione più efficace è depennare quel nominativo dalla lista dei partner con cui vale la pena sedersi al tavolo, concentrando tempo, energie e spazi editoriali solo su chi dimostra che la serietà, prima ancora del budget, è il vero motore di questo mercato.










