Spazzole, pettini e forbici: quelle piccole disattenzioni che la cliente nota subito
Sei a metà mattina, hai il salone pieno e la prossima cliente è già seduta. Prendi la spazzola per iniziare la piega e ti accorgi che tra le setole ci sono ancora i capelli della persona precedente. Li togli al volo e vai avanti. Un gesto che magari fai senza pensarci, ma che la cliente ha visto benissimo.
Quando si parla di pulizia in salone, non basta dire «noi siamo attenti». La differenza sta nelle cose che fai mentre lavori: come prepari la postazione, dove appoggi le forbici, cosa succede ai pettini dopo un taglio e come gestisci le mantelle tra una cliente e l’altra.
La cliente guarda anche quello che tu non guardi più
Chi lavora in salone da anni si abitua a tutto: carrelli, phon, ciotole colore, spazzole e pettini. La cliente invece arriva, si accomoda e osserva. Vede se la poltrona è pronta, se lo specchio è pulito e soprattutto se gli strumenti che stai per usare su di lei sono stati preparati come si deve.
Non serve un salone lussuoso. Serve una postazione curata. Una spazzola piena di capelli, una mantella già usata o un pettine passato direttamente da una testa all’altra fanno una pessima impressione, anche quando taglio e piega sono perfetti.

Finisci un servizio? Prepara subito quello dopo
Il momento più delicato è tra un appuntamento e l’altro. Quando sei in ritardo è facile lasciare tutto sul carrello e pensare «poi sistemo». Ma è proprio lì che comincia il disordine.
Appena hai finito, elimina i capelli dagli strumenti, metti da parte ciò che va pulito e prepara soltanto ciò che serve alla cliente successiva. Pettini, spazzole e forbici devono seguire la procedura di pulizia e, quando prevista, disinfezione adatta allo strumento e alle regole igienico-sanitarie applicabili. Togliere i capelli non equivale a disinfettare.
La soluzione pratica? Tieni separati gli strumenti già trattati e pronti all’uso da quelli ancora da pulire. Se in salone lavorate in quattro, tutti devono sapere dove mettere gli uni e gli altri. Non deve essere qualcosa che funziona solo quando c’è il titolare.

Forbici, spazzole e pettini non si trattano tutti allo stesso modo
Una spazzola con capelli e residui di prodotti ha bisogno di una pulizia accurata secondo le indicazioni del produttore. Lo stesso vale per i pettini. Per le forbici, invece, bisogna fare attenzione anche ai materiali e alle parti meccaniche: prodotti e tempi di trattamento devono essere compatibili con lo strumento.
Non improvvisare con uno spray spruzzato a caso. In salone dovrebbero esserci indicazioni chiare sui prodotti da usare, sui tempi da rispettare e sugli strumenti che richiedono attenzioni particolari. E se uno strumento entra in contatto con sangue o presenta un rischio specifico, va gestito secondo le disposizioni sanitarie del territorio, non con la normale routine della piega.
La mantella? È quella che si dimentica più facilmente
Succede così: togli la mantella a una cliente, la pieghi sulla poltrona e arriva subito la successiva. Ma anche mantelle, asciugamani e protezioni meritano attenzione. Organizza cambi e lavaggi secondo l’uso, il materiale e le regole locali. Le protezioni monouso, quando previste, non si riutilizzano.
Controlla anche braccioli, lavatesta e superfici che tocchi di continuo. Non devi trasformare il salone in una sala operatoria: devi evitare di portare residui e sporco da un servizio al successivo.
Il Metodo MDP: una buona abitudine che deve funzionare anche il sabato
Il vero test non è il lunedì mattina, con il salone vuoto. È il sabato alle undici, quando suona il telefono, la colorazione è in posa e tre clienti aspettano la piega.
Prova a guardare la giornata con gli occhi di una nuova collaboratrice: saprebbe trovare subito un pettine pronto? Saprebbe dove lasciare quelli usati? Saprebbe come trattare la spazzola prima di riporla? Se la risposta è no, non serve una riunione infinita. Serve mostrare i passaggi sul lavoro, farli ripetere e controllare che siano praticabili anche nei momenti di punta.
Meglio prevedere qualche minuto reale tra i servizi che comprimere l’agenda fino a rendere impossibile preparare bene la postazione. La velocità che fa saltare la pulizia non è efficienza.

E alla cliente cosa dici?
Niente discorsi studiati. Basta che veda come lavori. Se stai preparando un pettine pulito, fallo con naturalezza. Se ti chiede come tratti gli strumenti, rispondi in modo semplice e preciso. Non inventare certificazioni e non promettere più di quello che fai davvero.
La cliente non sceglie un salone soltanto perché trova il pavimento lucido. Ma se nota poca cura negli strumenti, può cominciare a dubitare anche del resto del servizio.
La domanda da farsi prima di aprire domani
Se entrasse ora una cliente nuova e guardasse come passi da un servizio al successivo, saresti tranquillo? Se sì, continua così. Se no, sai già da dove cominciare: non da una bella frase sul sito, ma da quella spazzola, da quel pettine e dal modo in cui prepari la prossima postazione.
Nota: per prodotti disinfettanti, modalità di trattamento e requisiti igienico-sanitari fanno fede le indicazioni del produttore e la normativa applicabile nel proprio territorio. Il Metodo MDP qui descrive l’organizzazione pratica del lavoro, non sostituisce tali prescrizioni.












