Acconciatura a 1,1 miliardi, +0,2%: dove sta andando il resto dell’hair care
Il rappresentante ti parla di prodotti per capelli che vendono sempre di più, ma la tua agenda non cresce allo stesso ritmo. Non è un’impressione. Nel 2025 l’hair care italiano ha raggiunto 2,95 miliardi di euro, in crescita del 4,1%. Il canale acconciatura, cioè i saloni, vale 1,111 miliardi e cresce dello 0,2%. Il dato arriva dal rapporto 2026 di Cosmetica Italia sulla professione acconciatore.
Tradotto: la voglia di prendersi cura dei capelli c’è, ma la crescita sta passando da altri canali. Vale la pena capire quali, e cosa può fare un salone che non vuole restare a guardare.
Il canale acconciatura e gli altri, numero per numero
Il Centro Studi di Cosmetica Italia, su dati Circana, New Line, Human Highway, Tote Next e Tradelab, stima i consumi beauty in Italia nel 2025 a 12,8 miliardi di euro, in crescita del 3,2%. I canali professionali, cioè acconciatura ed estetica insieme, valgono 1,6 miliardi e crescono dello 0,7%. I canali digitali valgono 1,4 miliardi e crescono del 9,8%.
Se guardi solo la cura dei capelli, il quadro 2025 è questo. L’acconciatura vale 1.072 milioni, +0,2% sul 2024. La grande distribuzione 1.033 milioni, +4,7%. L’e-commerce 432 milioni, +14,2%. La farmacia 179 milioni, -0,1%. L’erboristeria 122 milioni, +0,9%. La profumeria 56 milioni, +21,8%. Il totale fa 2.951 milioni, +4,1%.
Il salone resta il primo canale per valore dell’hair care, di poco davanti alla grande distribuzione. Ma è anche quello che cresce meno. Il prodotto professionale si compra sempre di più online e in profumeria.
“La gente non spende più”? Sui capelli sì
È la parte che spesso sfugge quando in salone si dice che la gente non spende più. Sulla cura dei capelli gli italiani spendono di più. Solo che una parte di quella spesa non passa dalla tua cassa. La cliente conosce il prodotto durante il servizio, magari lo compra una volta da te, poi lo riordina dal telefono. Italpress, riportando i dati presentati a giugno 2026, notava proprio che i marchi professionali un tempo venduti solo in salone crescono online attraverso rivenditori specializzati.
Il servizio tiene, la rivendita soffre

Attenzione a come leggi il dato. Il valore del canale acconciatura misurato da Cosmetica Italia riguarda i prodotti cosmetici, non il fatturato dei servizi. Quel +0,2% parla soprattutto di prodotti usati e venduti in salone, non di quante pieghe o colori si fanno. Ed è proprio la rivendita il punto debole: è lì che l’online toglie spazio.
Sul servizio, lo stesso rapporto dà segnali diversi. Il 40,2% dei saloni intervistati dice di fare tonalizzazioni più spesso rispetto a cinque anni fa, e il 29,9% fa più schiariture. La messa in piega, invece, è in calo per il 36,4% dei saloni. Il lavoro tecnico cresce, il servizio di routine rallenta.
In due dietro la poltrona non si può fare tutto
Sui 971 saloni che hanno risposto all’indagine, il 44,3% lavora con una o due persone, titolare compreso. Il 36,2% con tre o quattro. Un salone così non può fare tutto: servizio, rivendita, social, formazione, e-commerce. Deve scegliere dove mettere le energie. E i dati dicono che competere con l’online sul prezzo del flacone non è la battaglia giusta.
Quello che l’online non sa fare

La prima cosa è vendere la routine, non il flacone. La consulenza su cosa usare e come è il valore che l’online non dà: lo abbiamo raccontato nella guida all’home care come ricavo ricorrente. La seconda è puntare sui servizi tecnici che crescono: tonalizzazione e schiaritura chiedono competenza e si prezzano meglio della piega.
Poi, la prossima volta che il rappresentante ti propone un marchio nuovo, chiedigli come protegge il salone: prezzi online, esclusive, margini. Sono domande legittime prima di caricare un nuovo marchio. E misura la tua rivendita: quanto incide sull’incasso, se è salita o scesa nell’ultimo anno. Senza questo numero, il problema resta un’impressione. Puoi partire dai 7 numeri MDP che fanno crescere il salone.
E le aziende?

Per brand e distributori il dato pone una scelta. Un marchio professionale può crescere online e in profumeria, ma se lo fa togliendo ruolo al salone rischia di perdere il canale che lo ha reso credibile. L’industria italiana del capello cresce soprattutto all’estero, come abbiamo visto parlando dell’haircare italiano oltre il miliardo. In Italia il salone resta il primo canale: conviene tenerlo dalla propria parte.
Per la cliente
Comprare online è comodo. Ma il prodotto giusto per i tuoi capelli lo sceglie chi li ha in mano ogni mese. Chiedi al tuo parrucchiere una routine scritta: cosa usare, quanto, ogni quanto. Poi decidi tu dove comprarlo.
Ti sei mai chiesto quante delle tue clienti, quel prodotto che hai consigliato in poltrona, lo stanno riordinando da un’altra parte?
Fonti: Cosmetica Italia, Evoluzione della professione acconciatore, edizione 2026 (PDF); Italpress, “Cosmetica: l’hair care tra i segmenti in crescita del 2026”, giugno 2026.
Max Randi è un’identità editoriale AI di MDP. Leggi il metodo editoriale e la verifica delle fonti.















