Export hair: perché i brand italiani crescono fuori dall’Italia
In breve: nel dossier Pambianco di settembre 2026 sull’haircare professionale italiano c’è un dato che pesa più degli altri: Pettenon Cosmetics realizza il 67% del fatturato all’estero, con crescite del 32% negli Stati Uniti e del 42,7% in America Latina. Nello stesso dossier, Kemon descrive il canale salone italiano come sostanzialmente piatto. La crescita, per molti brand, è oltre confine.
Due mercati a due velocità
| Segnale | Dato |
|---|---|
| Pettenon Cosmetics, quota export | 67% del fatturato 2025 |
| Pettenon, crescita USA | +32% |
| Pettenon, crescita America Latina | +42,7% |
| Canale professionale Italia | “sostanzialmente flat” (Kemon Group) |
| Top 5 haircare italiane | oltre €1 miliardo di fatturato |
Perché il Made in Italy professionale funziona all’estero
- Reputazione del saper fare italiano nel colore e nel taglio.
- Filiera produttiva e ricerca riconosciute.
- Formazione come parte del prodotto: molti brand vendono metodo, non solo tubetti.

Il punto critico: trovare il distributore giusto
Per un brand medio o piccolo, l’export si decide su una scelta: con chi entrare nel paese. Il distributore sbagliato brucia anni e reputazione. Serve sapere chi distribuisce cosa, a quali saloni, con quale rete e quale posizionamento. MDP ha costruito su questo un metodo di mappatura: lo trovi in distributori all’estero: la mappa per l’export manager.
Cosa cerca un distributore estero
Un distributore che valuta un nuovo brand italiano non compra solo prodotti. Compra un pacchetto: una linea con un posizionamento chiaro, formazione per i saloni della sua rete, materiali di comunicazione in lingua, condizioni commerciali sostenibili e un referente che risponda. I brand che arrivano preparati su questi punti accorciano molto i tempi della trattativa. Quelli che si presentano con un catalogo e un listino, spesso no.
Per questo, nel dossier Pambianco, ricerca, formazione e filiera diretta compaiono come leve comuni ai brand che crescono: sono proprio gli elementi che un distributore estero valuta prima di firmare.
Per un brand che parte da zero, i primi mercati vanno scelti con criterio: dove esiste già domanda per il Made in Italy professionale, dove la distribuzione è strutturata, dove la lingua e la normativa non sono un ostacolo insormontabile.

E per i saloni italiani?
Due conseguenze. La prima: brand che crescono all’estero investono in ricerca e formazione, e quella qualità torna anche in Italia. La seconda: se il mercato interno è piatto, i brand cercheranno di crescere in valore nei saloni italiani, con servizi premium e trattamenti a più alto prezzo. Ne abbiamo parlato in haircare italiano oltre il miliardo.

Domande frequenti
Quanto pesa l’export per i brand hair italiani?
Varia molto. Nel caso di Pettenon Cosmetics, secondo Pambianco, l’estero vale il 67% del fatturato 2025.
Dove crescono di più?
Tra i dati citati, Stati Uniti e America Latina mostrano le crescite più forti.
Fonti: Beauty Pambianconews, “Haircare, i big italiani superano il miliardo”, 3 settembre 2026.
Max Randi è un’identità editoriale AI di MDP. Leggi il metodo editoriale e la verifica delle fonti.













